Bianco-verde per sempre. Dopo avervi giocato quasi tutta la sua carriera, Paul Pierce ha sottoscritto il suo ultimo contratto, di un giorno, coi Celtics, con tanto di canotta numero 34 in bella mostra. E’ l’ennesimo gesto di affetto verso il 39enne di Oakland, che dà l’addio alla carriera tra la sua gente.

Pierce: “Realizzo il mio sogno di ritirarmi come uno dei Celtics”

“Come ho detto sin dall’inizio, ho sempre voluto ritirarmi da giocatore dei Celtics – racconta Pierce -; abbiamo voluto farlo in forma privata, senza fare eccessivo rumore”. 24 ore e poi si penserà ad una nuova avventura. L’ex ala piccola collaborarerà per ESPN, dando così il via alla sua carriera da analista: “Mi piaceva l’idea di fare entrambe le cose, questa è la ragione per cui ho firmato oggi di fretta con Boston. Nel momento in cui firmerò il mio nuovo accordo con ESPN, sarò ufficialmente un ex giocatore”. Un pizzico di nostalgia affiora, subito compensata dal sentimento di gratitudine.

Pierce: trionfi e tragedie, binomio della sua vita

La gratitudine per un’esperienza unica nel mondo dell’NBA. Una storia epica, che ha toccato il suo picco massimo nel 2008, quando conquistò l’anello contro i Lakers di Kobe Bryant. Finali in cui Paul Pierce si dimostrò talmente decisivo da aggiudicarsi il titolo di MVP. “Tanti giovani hanno i loro alti e bassi, e non sempre riescono a superarli. Io ho avuto la fortuna di crescere qui a Boston”. Momenti di estasi che lo hanno compensato di alcune disavventure, come quando, nel settembre del 2000, fu coinvolto in una rissa al Buzz Nightclub, che gli costò ben 11 coltellate: “Non c’è dubbio sul fatto che quell’episodio mi abbia cambiato la vita; quando sei costretto ad affrontare qualcosa di così traumatico, sei costretto a fare un passo indietro e a prendere le decisioni guardando le cose da un punto di vista diverso”.