Tra le tante cose che un milanista non avrebbe mai pensato di rimpiangere, quel Celtic-Milan di sei anni fa, in cui Nelson Dida fu abbattuto da un tifoso scozzese con la tecnica dell’esplosione del cuore coi cinque colpi delle dita, è sicuramente ai primi posti della classifica. Eppure, così è. Dopotutto, all’epoca si era campioni d’Europa in carica e in campo si aggiravano tipetti come Pirlo, Inzaghi, Seedorf e Kakà. Oggi c’è solo il brasiliano, reduce da un quadriennio infelice a Madrid (e, nonostante tutto, ancora di gran lunga il migliore della brigata), mentre gli altri aleggiano solo sottoforma di grandi rimpianti (Pirlo) e di fantasmi sulla panchina di Allegri (gli altri due). E non parliamo della balcanizzazione in seno alla società Milan. Si stava meglio quando si stava meglio.

So che è difficile concentrarsi sul match di questa sera, quando la vigilia è stata funestata dagli attacchi del padre della patria Zvone Boban nei confronti di Balotelli, come dalla choccante notizia della chiusura del profilo Twitter di Kevin Constant, ma dobbiamo farlo: c’è in ballo la qualificazione agli ottavi di finale di Champions League e, soprattutto, i relativi milioni di euro, unico argomento che sembra mettere d’accordo il defenestrato Galliani e l’usurpatrice Barbara. E dunque. Si riparte da Ricardo Kakà, passato dallo status di minestra riscaldata a quello di unico baluardo superstite del milanismo, titolarissimo anche a Glasgow (anche se restituirà la fascia a Montolivo). Accanto a lui ci sarà Birsa, preferito al ritardatario Robinho, mentre al centro, sempre che ne abbia voglia, giocherà Balotelli. In mediana, intoccabili Montolivo e De Jong, Poli verrà preferito a Muntari. Confermata in blocco la difesa di sabato sera, più per mancanza di alternative che altro. Se il Milan dovesse degnarsi a tornare alla vittoria dopo 7 gare di stecchetto, gli ottavi di finale sarebbero garantiti, a meno di un clamoroso successo dell’Ajax sul Barcellona. Tuttavia, dando per scontata la non-vittoria dei lancieri, ai rossoneri potrebbe bastare anche un punto per tenersi dietro olandesi e scozzesi, per poi farsi bastare un altro pareggio nell’ultimo match casalingo contro i biancorossi. Non esattamente una mission impossible. Ma stiamo parlando di un Milan ai minimi storici.

CELTIC (4-4-2): Forster; Lustig, Van Dijk, Ambrose, Izaguirre; Boerrigter, Ledley, Mulgrew, Commons; Samaras, Pukki. All. Lennon

MILAN (4-3-3): Abbiati; Abate, Zapata, Bonera, Emanuelson; Montolivo, De Jong, Poli; Birsa, Balotelli, Kakà. All. Allegri