Con ogni probabilità, la notizia delle dimissioni di Benedetto XVI non sarà sufficiente a fiaccare il morale della cattolicissima tifoseria del Celtic Glasgow (foto by InfoPhoto), che questa sera trasformerà il Celtic Park in una fredda (ma fa più freddo a Torino) anticamera dell’inferno. È la Champions League, è Celtic-Juventus, andata degli ottavi di finale della competizione maledetta per antonomasia, ma i campioni d’Italia non hanno alcuna intenzione di farsi spaventare dall’ambiente.

Lo hanno fatto capire chiaramente Buffon e Conte in conferenza-stampa. Soprattutto Conte, che ha parlato apertamente delle ambizioni dei suoi ragazzi: non partecipare, ma vincere. Parole perfettamente soppesate, alla vigilia di un match adrenalinico ma tecnicamente più che alla portata della capolista della Serie A, e che siamo certi abbiano stimolato i nervi giusti. Qui ci ha perso il Barcellona, è vero, e il Celtic ha più qualità rispetto alle solite squadre northumbriche: ma, depurata dal prevedibile agonismo, la sfida è assolutamente alla portata di Vucinic e compagni.

Antonio Conte ha sciolto gli ultimi dubbi di formazione: al posto dell’infortunato De Sceglie non ci sarà Asamoah, appena rientrato dalla Coppa d’Africa, ma verrà data un’altra occasione al fin qui deludente Peluso, mentre in attacco sarà Matri il compagno di reparto del montenegrino. Sul versante scozzese, due dubbi per Neil Lennon: Samaras non ha ancora pienamente recuperato dall’infortunio all’adduttore e Ambrose, neocampione d’Africa, non è in condizioni ottimali.