Dev’essere una caratteristica degli atleti di Cristo, il fatalismo. Chi non ricorda le dichiarazioni tira-e-molla di Kakà sulla sua permanenza al Milan? Ora, un altro suo correligionario, Edinson Cavani, si iscrive al partito cerchiobottista: una carezza di qui, una professione di fede di là, ma quando si tratta di fare promesse, ecco che viene fuori tutta l’abilità nell’eludere le marcature:

Io voglio vincere con il Napoli e penso solo a questo. Voglio regalare tante gioie a questa società e a questa società. Nella vita si può sognare e noi faremo di tutto perché i nostri sogni diventino realtà. La gente di Napoli, la società e la squadra mi hanno fatto crescere e hanno tirato fuori oltre il 100% di me stesso. Io capitano? Un giorno, chissà”.

E questa è la sviolinata. Poi, il mirino si sposta sul futuro, e qui il capocannoniere del campionato (foto by InfoPhoto) dimostra di essere un ottimo equilibrista:

La clausola rescissoria? Io non dimentico cos’è stata la mia vita e soprattutto cosa voglio fare domani. Non subisco la pressione, mi godo il momento senza andare oltre. Guardo avanti con il mio modo di pensare e di divertirmi, giocando a calcio, che è la cosa che più amo fare”.

Ci mancava solo il cavallo di battaglia di Kakà, ovvero “il futuro lo conosce solo Dio”, e la sovrapposizione sarebbe totale. Chissà se lo sarà anche il finale della storia: l’Arsenal, che ha finito di pagare l’Emirates Stadium ed è pieno di liquidità, e le altre inglesi sono pronte all’assalto.