I problemi societari del Parma sembrano non avere mai fine e quando tutto sembrava andare nella direzione giusta per la risoluzione almeno a livello finanziario del club dopo il passaggio di proprietà da Ghiradi a Taçi, arriva la brutta tegola rappresentata dal “j’accuse” di Antonio Cassano (già, proprio lui, ancora lui) che ha chiesto la messa in mora della società per il ritardo nel pagamento degli stipendi di giocatori e dipendenti.

Evidentemente Cassano non ci vede chiaro e questa volta, al di là di prese di posizione caratteriali sopra le righe che hanno fatto storia, potrebbe non avere tutti i torti. Lui, pupillo dell’ex presidente Tommaso Ghirardi, probabilmente abbandonerà il Parma a parametro zero. Probabilmente ha già in mente qualche altra destinazione e le tempistiche – quelle della finestra invernale del calciomercato – per esternare il suo malcontento sono, come al solito, quelle giuste.

L’oggettività è data da questo ammanco ancora ufficiale a livello finanziario della società laddove operazioni come la nomina del baby-presidente albanese Ermir Kodra, la robusta campagna acquisti costituita da Nocerino, Rodriguez e Varela, l’annunciata disposizione di 5 milioni di euro utilizzabili per cominciare a sanare le finanze, non hanno convinto il fantasista barese a fidarsi del nuovo corso del Parma F.C.