La crisi del Parma, che ormai potremmo definire una prolungata agonia che terminerà solo con la retrocessione, ha conosciuto negli ultimi due giorni uno dei suoi capitoli più mesti. Per farla breve: lunedì sera, Antonio Cassano ha deciso di levare le tende e abbandonare la nave che affonda, adducendo il mancato pagamento degli stipendi arretrati come motivazione per la rescissione del contratto. Scelta legittima da parte di un professionista, ci mancherebbe, ma di certo non di quelle che fanno di te un capitano coraggioso. E nemmeno un uomo riconoscente nei confronti di Roberto Donadoni, uno a cui il barese può solo lustrare le medaglie vinte da giocatore, che anche ai tempi della nazionale aveva sempre puntato su di lui contro tutto e tutti e che, a differenza sua, ha invece optato per rimanere a bordo fino alla fine, onorando l’impegno preso coi tifosi del Parma ancor prima che con i vecchi e nuovi proprietari.

Ma questo è un grande classico nel repertorio di Fantantonio: ci ricordiamo tutti di come finì con la Samp e Garrone, che l’aveva rilanciato con la Samp e ricoperto di contumelie per aver osato pretendere che Cassano partecipasse a una serata di beneficenza; e ci ricordiamo tutti di come finì con il Milan e Galliani, che oltre al resto avevano provveduto a salvargli la vita con la famosa operazione al cuore, e che il barese ricompensò pretendendo di essere ceduto all’Inter e insultando tutti. Un altro cliché è la maleducazione di sua moglie, Carolina Marcialis, già nota alle forze dell’ordine per uso improprio di social network, vedasi attacchi a Mazzarri e litigi vari con Bobo Vieri e Guendalina Tavassi. Alle parole di Donadoni, cariche di severità paterna per il comportamento di Cassano (“C’è più dignità nel rimanere che nel dire grazie e arrivederci, l’unica cosa che ha senso è fare il proprio dovere fino in fondo“), la Marcialis ha pensato bene di rispondere così:

Dopo 17 sconfitte parlare di dignità è il colmo! Capisco che hai perso l’occasione per andare via e capisco anche l’attaccamento ai soldi, ma prima o poi qualcuno ti cercherà, abbi fede Crisantemo!

Dopo quelli riguardanti, tra le altre, la moglie di Luca Antonini e la fidanzata di Alessio Cerci, entrambe intervenute a sproposito in difesa del maritino, ecco un altro fulgido esempio di come Twitter andrebbe tolto non ai giocatori, ma alle loro compagne. Si scherza, ovviamente, nessuno deve togliere nulla a nessuno, e chiunque deve continuare a essere libero di mostrare attraverso i social i lati della propria personalità che ritiene più rilevanti. La Marcialis deve aver scelto la cafonaggine.