Il futuro di Cassano si fa sempre più oscuro, e la possibilità di vederlo vestire nuovamente la maglia del Bari rimane un’utopia. A chiudere la strada al ritorno alla sua ex squadra è lo stesso Fantantonio, che dichiara con tono evidentemente dispiaciuto ai microfoni di Premium Sport: ” È la mia città, è la squadra del mio cuore. Per me è tutto, sono innamorato di Bari, ma sul fatto di andare a giocare lì la vedo dura: per me è importante la tranquillità della mia famiglia e in questo momento sto bene a Parma anche se non gioco. Vedremo se andare avanti o smettere ma per ora Bari è un’opzione molto difficile

Non si tratta di una mera questione economica, come cinicamente espresso dai più cinici, anche perché l’offerta del Bari non era così sconveniente per Cassano, giunto ormai ai titoli di coda della carriera: 1 milione di euro fino a giugno e, in caso di promozione in serie A, un contratto da 1,5 milioni all’anno fino al 2017. Tuttavia, per l’uomo Cassano la discriminante non sono i soldi ma la famiglia e, almeno in questo momento, non pare intenzionato a chiedere alla moglie Carolina Marcialis e ai due figli un trasferimento nella città di Bari. A nulla è servito dunque l’incontro con il presidente della società pugliese, l’ex arbitro Gianluca Paparesta, avvenuto domenica sera. La decisione definitiva arriverà a fine mese, ma difficilmente Cassano cambierà idea.

Oltre a chiudere la porta al Bari, dalle parole di Cassano emerge anche un’opzione già ventilata a pochi giorni dalla rescissione del contratto con il Parma, ma che ora si fa più tangibile: il ritiro. Tra il Parma e il ritiro spuntano diverse altre soluzioni: Verona, Atalanta e suonano anche le sirene canadesi del Montreal Impact.