Dalle nove di questa mattina Karim Benzema si trova in stato di fermo presso la polizia francese di Versailles per un suo (ancora presunto) coinvolgimento nella squallida vicenda del ricatto a Mathieu Valbuena, per il quale era già finito nei guai il mese scorso l’ex centravanti di Liverpool e Lazio Djibril Cissé, poi rilasciato poiché ritenuto in buona fede. Secondo le prime indiscrezioni, il nome dell’attaccante del Real Madrid sarebbe emerso in alcune intercettazioni telefoniche, convincendo gli inquirenti ad ascoltarlo.

La vicenda è nota. Nello scorso mese di giugno, il centrocampista del Lione e della nazionale francese Mathieu Valbuena denunciò alla polizia un tentativo di ricatto ai suoi danni. Più precisamente, il giocatore sarebbe stato contattato telefonicamente da una persona sconosciuta, durante i giorni di ritiro con la Francia, che avrebbe preteso da lui il pagamento di 150mila euro per non diffondere un video a luci rosse di cui sarebbero stati protagonisti proprio Valbuena e la compagna. A quanto pare, secondo i media transalpini, il nome di Benzema sarebbe comparso in alcune intercettazioni telefoniche ordinate dagli inquirenti relativamente a questo caso di tentata estorsione.

Non è la prima volta che Karim Benzema si infila, volente o nolente, in situazioni molto scomode. Qualche anno fa, insieme al compagno di nazionale Ribery finì coinvolto nello scandalo-Zahia, una baby prostituta con la quale i due avrebbero avuto rapporti intimi quando lei era ancora minorenne. Ribery ammise di essere andato a letto con lei, ma non di essere consapevole della sua età; mentre Benzema negò sempre ogni addebito. Alla fine, nel gennaio 2014 sono stati entrambi assolti dal giudice, essendo impossibile dimostrare che i due fossero a conoscenza della vera età della ragazza.