Non poteva che andare a finire così, tra ringraziamenti commossi e lacrime di addio. Iker Casillas lascia il Real Madrid dopo 25 anni, calcisticamente un paio di eternità, per unirsi al Porto. Lo si sapeva, d’altra parte: Iker è un uomo vero, emotivo e istintivo, e lo aveva mostrato al mondo, senza alcun imbarazzo, con il bacio in diretta TV alla giornalista-fidanzata Sara Carbonero, pochi minuti dopo la conquista della Coppa del Mondo in Sudafrica. Figuriamoci se poteva trattenersi oggi, nel giorno dei saluti alla Casa Blanca, alla sua casa, dove era entrato all’età di nove anni, nel 1990, e dove è rimasto per un quarto di secolo, come fanno sono le bandiere e gli innamorati. E lui è stato entrambe le cose.

Sono venuto al Bernabeu per salutare tutti. Questo per me è un giorno difficile. Mi sono sempre sentito amato dal popolo madridista, qui lascio grandi amici“, attacca Iker, ancora senza lucciconi agli occhi, ma durerà poco. “È difficilissimo lasciare il Madrid, questa società mi ha dato tutto. Mi sembra ieri quando avevo nove anni e per la prima volta ho vestito questa maglia. Qui ho visto il mio sogno realizzarsi. Questo club mi ha aiutato a crescere anche come persona, attraverso i valori che trasmette”, continua il portiere più vincente della storia. ”Voglio ringraziare tutti i miei compagni, in questi anni ho vissuto momenti irripetibili con loro. Voglio ricordare anche tutti i miei allenatori e i loro staff: ho appreso qualcosa da ognuno. Voglio ricordare anche tutte le persone che lavorano dietro le quinte e sono importantissime. Grazie ai miei genitori e alla mia famiglia, che sono sempre stati con me, a mia moglie e a mio figlio. Infine grazie ai tifosi del Real per l’appoggio incondizionato, per essere stato il vostro capitano negli ultimi cinque anni e per aver sollevato tanti trofei”.

Nessun rancore, nessuna rivalsa, nonostante le polemiche degli ultimi anni, le accuse al suo peso illegittimo nelle decisioni all’interno dello spogliatoio, le critiche e i fischi del Bernabeu per la crescente insicurezza accumulata a partire dal periodo-Mourinho (il primo a metterlo veramente in discussione, preferendogli spesso Diego Lopez) e il tira-e-molla degli ultimi giorni con il club per questioni di vil denaro. “Non mi interessa essere ricordato come un grande portiere o un portiere scarso, ma solo come una bella persona. Grazie, mille grazie, non vi potrò mai dimenticare, ma questo non è un addio, ci rivedremo presto. E per sempre griderò Hala Madrid!“. Buona fortuna, grande Iker.