Iker Casillas alla Roma, ora si può davvero. Secondo quanto riportato dai media spagnoli, sta per cadere l’unico vero ostacolo al passaggio del portiere più vincente di sempre alla corte di Rudi Garcia, ovvero quello relativo all’ingaggio. Il capitano della Spagna dei conquistadores e della Decima ha capito che la sua straordinaria epopea alla Casa Blanca, dove arrivò ad appena nove anni, sta per concludersi, e ha deciso di non voler opporsi al trasferimento: a patto di non perdere nemmeno mezzo doblone di quelli che avrebbe dovuto percepire nei due anni residui di contratto col Madrid. Due anni a 7,5 e 7 milioni di euro netti a stagione, mica cotiche: un ammontare che nessun club europeo di grande livello è disposto ad accollarsi, per un giocatore di 34 anni e lontano dai suoi giorni migliori, e men che meno la Roma.

E così, per favorire il trapasso, il Real Madrid ha scelto di venir incontro al potenziale acquirente, regalando il cartellino di Casillas e promettendo un consistente aiuto per il pagamento del suo gigantesco stipendio. Se ci pensate bene, si tratta un po’ della ripetizione di quel che accadde nel 2010 con Raul Gonzalez Blanco: simbolo senza eguali del madridismo, impossibile da trattare come un esubero ma altrettanto impossibile da relegare ai margini della squadra, l’attaccante passò allo Schalke 04 con una formula analoga. Sarebbe il classico finale holliwoodiano: la Roma avrebbe il portiere che sta cercando (non proprio affidabile, ma questo è un altro discorso), Iker spenderebbe gli ultimi anni di carriera da titolare in un club che gioca la Champions League, e il Real Madrid eviterebbe di mortificare uno dei giocatori più iconici della sua leggenda. Per i più maliziosi: sì, curiosamente parliamo dello stesso trattamento che la Roma,a torto o a ragione, non ha mai osato riservare a Francesco Totti, il suo adorato e ingombrantissimo sovrano, che a settembre compirà 39 anni e ancora non ha rivali autentici nell’attacco giallorosso.