La Juventus e Carlos Tevez: una storia d’amore che i tifosi bianconeri vorrebbero durasse ancora a lungo. Secondo Tuttosport questo sogno potrebbe diventare realtà. Marotta e colleghi starebbero preparando il prolungamento del contratto dell’Apache (foto by Infophoto) che scadrà nel 2016. Il giocatore ha manifestato il desiderio di voler chiudere la sua carriera nel Boca Juniors, squadra argentina nella quale è cresciuto. L’intenzione sarebbe quella di farlo già nel giugno 2016, ma i dirigenti bianconeri sperano di poter trattenerlo a Torino ancora per un po’. Questa mossa potrebbe anche frenare gli entusiasmi del Psg che pare avere messo gli occhi sul numero 10 bianconero. Intanto l’agente dell’argentino, Kia Joorabchian, avrebbe dichiarato che il suo assistito è felice in Piemonte e che per ora è presto per parlare del rinnovo del contratto.

Carlitos ha 30 anni, ma non sembra sentirli. Fisicamente è perfetto. Nella scorsa stagione ha saltato solo 4 partite. La speranza è che questa magia possa durare ancora a lungo. I vertici di Corso Galileo Ferraris ci credono. Alla sua prima stagione in serie A ha messo a segno 19 reti (terzo nella classifica cannonieri) e sfornato 7 assist. In questa annata ha iniziato ancora meglio. Quattro centri su 5 partite in campionato (momentaneamente capocannoniere insieme a Osvaldo), due in una di Champions League, per un totale di 6 gol in 6 gare. Regale. E’ riuscito a sbloccarsi anche nella massima competizione europea per club dove non segnava dal 7 aprile 2009. Un avvio migliore non poteva esserci. L’apporto fornito da Tevez alla sua squadra è straordinario non solo sotto il profilo dei gol, ma influisce sul rendimento generale. Corre, lotta e combatte instancabilmente. E’ impressionante vedere come rincorra gli avversari, sradichi loro il pallone dai piedi. Questo atteggiamento trascina i compagni. E’ un leader silenzioso.

Ha ereditato la maglia numero 10 da Alessandro Del Piero e ciò ha causato parecchi dubbi in molti tifosi della Juventus. In poco più di una stagione l’Apache pare aver spazzato via ogni sorta di remora. Chiaramente un paragone potrebbe essere lesa maestà, ma Carlitos è l’uomo giusto per onorare quel vessillo.

Ora la domanda è: perchè i c.t. della nazionale argentina si ostinano a non convocarlo? Lui, ‘el hombre del pueblo‘ meriterebbe un posto nell’Albiceleste, ma non c’è nulla da fare. Perdonali Carlos, non sanno quello che fanno…

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