Ieri, durante l’assemblea straordinaria elettiva della Lega Nazionale Dilettanti, Carlo Tavecchio espone e presenta la sua candidatura a Presidente della FIGC. Il suo discorso probabilmente avrebbe ricevuto meno critiche se non fosse stato macchiato da una dichiarazione a sfondo razzista, sicuramente non degna di un Presidente della Federcalcio.

Queste le parole di Carlo Tavecchio: “Le questioni di accoglienza sono un conto, le questioni del gioco sono un altro. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano in base alla loro professionalità. Da noi invece arriva Opti Pobà, che prima mangiava le banane e adesso gioca titolare nella Lazio“.

La correzione a questa gaffe è prontamente arrivata, ma è servita a poco. Anzi, sul web è partita una vera e propria rivolta. Stupore? Sinceramente no. Un Presidente deve saper comunicare. E Carlo Tavecchio non sembra partito con il piede giusto.

Altro punto importante, toccato durante l’assemblea straordinaria elettiva della Lega Nazionale Dilettanti, ha riguardato il calcio femminile. Si, quello giocato dalle Donne. Il quasi neo Presidente, nel suo discorso inserisce tale affermazione: “Costringere con amabili ricatti i club di Serie A ad avere una squadra femminile”. E gli altri club femminili che non hanno la società maschile in serie A? Li lasciamo soli? Per non parlare degli “amabili ricatti”. La collaborazione deve essere voluta, non forzata. Forse anche questo punto è da riformulare meglio.