Le frasi razziste pronunciate da Carlo Tavecchio durante la sua campagna elettorale per diventare il nuovo presidente della Figc hanno fatto il giro del mondo, tanto che oggi la Uefa emetterà la sua sentenza su quanto detto dal presidente Lnd. In modo negativo, ovviamente, è stata data un’immagine dell’Italia che non la rispecchia, ma questo poco importa alla Commissione Disciplinare, Etica e di Controllo della Uefa, che oggi si riunisce a Nyon, in Svizzera, per prendere una posizione chiara e precisa. C’è grande attesa per la sentenza su quanto detto da Tavecchio: la sua frase razzista sui ‘mangia-banane Optì Pobà’, pronunciata lo scorso 25 luglio, non è piaciuta. Per chi se la fosse persa, eccola qui:

I rischi sono davvero tanti: il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha già annunciato che potrebbe intervenire anche la Fifa a riguardo. La strada più semplice sarebbe se arrivasse un’eventuale squalifica o inibizione per Tavecchio: in Italia la sua posizione non sarebbe intaccata, visto che il procuratore federale Stefano Palazzi ha già archiviato l’indagine “perché non sono emersi fatti di rilievo disciplinare a carico di Tavecchio sia sotto il profilo oggettivo sia sotto il profilo soggettivo”; ma in Europa non potrebbe agire. Tavecchio, che comunque ha già lasciato la sua carica in seno alla Commissione Dilettanti dell’Uefa, sarebbe però un rappresentante per l’Italia “macchiato”, il danno d’immagine sarebbe enorme e le pressioni difficili da gestire. E se dovesse arrivare una squalifica per razzismo, Tavecchio sarebbe di fatto costretto a dimettersi, con conseguente commissariamento della Figc o, addirittura, nuove elezioni.

Carlo Tavecchio è nato a Ponte Lambro il 13 luglio 1943. Presidente della Lega Nazionale Dilettanti dal 1999 al 2014, presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio dall’11 agosto 2014, nella sua lunga carriera ha avuto molti posti di prestigio a livello dirigenziale. Esponente della Democrazia Cristiana, diplomato in Ragioneria ed ex dirigente della Banca di Credito Cooperativo dell’Alta Brianza, a soli 33 anni era già in carica come Sindaco nella sua città, Ponte Lambro, nel comasco. Quattro mandati consecutivi, dal 1976 al 1995, che ne hanno fatto uno dei primi cittadini più longevi di sempre. In ambito sportivo, fonda la Polisportiva di Ponte Lambro e, per sedici anni, è anche il presidente della ASD Pontelambrese. La sua carriera in Federcalcio comincia come consigliere del Comitato Regionale Lombardia della Lega Nazionale Dilettanti (1987-1992). Durante la sua campagna elettorale per la presidenza Figc, la frase che ha fatto molto discutere: “Le questioni di accoglienza sono un conto, quelle del gioco un’altra. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree…”. Una frase, quella pronunciata dal palco durante l’assemblea estiva della Lega Dilettanti, che prendeva un tema molto importante come quello dei calciatori extracomunitari. In molti hanno colto la palla al balzo per etichettare Tavecchio come persona non adeguata a ricoprire il ruolo di presidente della Figc, ma alla fine la sua candidatura ha un esito positivo. Il 28 luglio 2014, però, la FIFA chiede alla FIGC di aprire un’indagine sul caso. Ovviamente, nel periodo emergono tutte le altre gaffe di Tavecchio, come la frase sulle donne (“Noi siamo in questo momento protesi a dare una dignità anche sotto l’aspetto estetico della donna nel calcio. Perché finora si riteneva che la donna fosse un soggetto handicappato rispetto al maschio sulla resistenza, sul tempo, sull’espressione anche atletica. Invece abbiamo riscontrato che sono molto simili”).

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