Carlo Pedersoli Jr è il nome che più di tutti sta calamitando l’attenzione dei siti specializzati in arti marziali miste in Italia. Lo era prima di entrare in UFC, figuriamoci oggi, dopo un primo match spettacolare disputato nell’ottagono più prestigioso delle MMA. La prestazione con Brad Scott ha messo in mostra la sua fluidità nel combattimento in piedi, il suo uso spettacolare dei calci unito ad un ottimo ground game, oltre ad un coraggio non comune nell’aver accettato una short notice contro un avversario duro ed esperto. Ma il nome di Pedersoli ha anche tanto da dire a livello evocativo, porta alla memoria il “Re degli scazzottatori cinematografici”, quel Bud Spencer (all’anagrafe Carlo Pedersoli appunto) che tutti noi italiani (e non solo) abbiamo sempre amato.

Abbiamo deciso di incontrare Carlo Pedersoli Jr nella palestra in cui allena, l’Heaven Fight Arena, un vero e proprio tempio delle arti marziali nel quartiere Torraccia di Roma. L’intervista che gli abbiamo fatto ha spaziato dai suoi esordi fino alla chiamata UFC (arrivata in piena notte), dalla prepazione per il match con Scott ai futuri incontri che potrebbero portarlo in alto, fino ad un’analisi del prossimo avversario di Alessio Di Chirico, suo amico fraterno e sparring partner al Gloria Fight Center.

Ecco qualche estratto della nostra chiacchierata:

D – Lorenzo Borgomeo, il tuo coach è convinto che tu sia il miglior welter italiano e probabilmente diventerai il miglior welter al mondo conquistando la cintura UFC, tu ne sei convinto? Che cosa ne pensi?

R – “Sono convinto e la penso come lui, non ho mai fatto qualcosa per arrivare secondo o tanto per fare. Se arrivo in UFC non è per farmi quattro match e tornare a casa a fare dei seminari per l’Italia. Io voglio arrivare alla cintura e al massimo delle aspettative che si possono raggiungere. Quindi ci credo fortemente e penso sia solo una questione di scelte, di allenamento, di fare un percorso che mi porti a salire nell’ottagono a giocarmi la cintura. Non drogarti, non bere, mangiare nel modo giusto, non perdere giorni di allenamento da qui fino a 4-5 anni quando combatterò per la cintura. È solo una questione di scelte e di motivazione“.

D – Tu hai un cognome che tutti noi italiani ricordiamo molto bene per via di tuo nonno, Carlo Pedersoli. Tanti fighter hanno intrapreso anche la strada del cinema e dello spettacolo. Tu hai mai valutato una doppia carriera da fighter e da attore?

R – “Mi piacerebbe molto. Sicuramente ho mio padre che è un produttore cinematografico, sono nato nel cinema e so come funziona. Ho lavorato anche con mio padre tante volte, è un mondo che mi affascina e penso che per fare l’attore bisogna essere portati, io devo solo scoprirlo. Sicuramente è una carriera che mi affascina e che mi piacerebbe percorrere”.

Ecco il video completo dell’intervista:

Qui la video intervista caricata su YouTube: