Fabio Capello (foto by InfoPhoto) e Antonio Conte: c’è simpatia tra di noi. La cosa era nota da tempo, più o meno da quando la Juventus d’autunno stava per insidiare il record delle 58 partite senza sconfitte del Milan di Capello (tentativo poi sventato, ironia della sorte, dall’unica cosa significativa fatta dall’Inter quest’anno) e il tecnico friulano aveva in qualche modo ridimensionato l’impresa dei bianconeri, derubricandola più o meno a una corsa senza avversari (a differenza, sottinteso, di quanto fatto dal suo Milan).

Conte se l’era legata al dito e in gennaio aveva replicato da par suo, sottolineando come la Juventus allenata dal poco amato collega era uno squadrone sì, ma incapace di farsi valere in Champions League – cosa imperdonabile, visto l’ammasso di futuri campioni e vicecampioni del mondo in Germania. Oggi, la gara di sberle a distanza è proseguita e lo schiaffo è partito dalle manone bisiache del cittì della Russia: oggetto del contendere, ancora una volta, i record del mascellone minacciati dalla furia dal capelli posticci (cit.).

La Juve di Conte può battere il record di punti fatto segnare dalla mia Juve (91). Possono farcela perché non ci sono avversari in questo campionato. Come detto altre volte, la Serie A non è più quella di un tempo: prima i grandi giocatori volevano venire in Italia, adesso scelgono altri campionati”.

Conoscendolo, uno stimolo in più per Conte. Che non solo ci terrà particolarmente a battere questo primato, ma certamente ne sta già pregustando un altro: all’orizzonte, infatti, si staglia la possibilità di vincere il terzo scudetto consecutivo. Roba che, escluso l’omaggio cartonato a Roberto Mancini, nel dopoguerra è riuscita solo a Fabio Capello, perlappunto.