La notizia era già circolata alla fine di giugno, ora ci sono anche le firme sulle dimissioni di Fabio Capello da commisario tecnico della Russia. Nelle prossime ore la federcalcio (Rfu) dovrebbe emanare anche un comunicato ufficiale.

Poco male per l’allenatore friulano, che riceverà una maxi buona uscita da 15 milioni di euro (penale più arretrati). A questo punto si attende solo l’ufficialità, ma l’avventura di Capello sulla panchina della nazionale russa può dirsi conclusa. Al suo posto la locale federcalcio ha già chiamato Leonid Slutsky, attuale allenatore della Cska Mosca.

Ad essere fatali a Capello sono stati gli ultimi risultati negativi. A partire dai mondiali di Brasile 2014, dove la Russia fu eliminata al termine di un girone in cui aveva ottenuto solo due pareggipiù una sconfitta.

Le cose non sono migliorate con le qualificazioni agli Europei del 2016. L’ultima sconfitta interna, 0-1 dall’Austria, ha fatto precipitare una situazione già compromessa, con la Russia finita al terzo posto del proprio raggruppamento e costretta ai play-off se le qualificazioni fossero già finite.

A metà giugno c’è stato anhe il tentativo di un crowdfunding da parte di un gruppo di tifosi, per raccogliere i 21,4 milioni di euro di penale necessari per sbarazzarsi di Don Fabio.

A venire incontro alle esigenze ecomnomiche della Rfu è stato il tycoon russo Alisher Usmanov, che ha prestato alla federcalcio 300 milioni di rubli (pari a cinque milioni di euro).

Li ho prestati perché faccio parte del comitato organizzatore dei mondiali di Russia 2018“, ha dichiarato Usmanov “Vogliamo farci trovare pronti e l’allenatore è fondamentale“.