Il botta e risposta molto sopra le righe e, soprattutto, sopra ogni senso di decenza tra James Pallotta e i tifosi romanisti della curva sud dell’Olimpico ha fatto tuonare sui quotidiani nazionali, in particolare il Messaggero un ex giallorosso doc come Fabio Capello secondo il quale è ora di finirla con i “tribunali eretti dai tifosi” e le società costrette in situazioni di totale ricatto da parte delle stesse tifoserie. Senza peli sulla lingua, come d’abitudine, Capello ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Lo striscione contro Pallotta punto di non ritorno? Dovrebbe essere il punto di non ritorno per tutti. A partire da questi momenti. Io l’ho sempre detto, l’ho sempre fatto. Probabilmente ero uno dei pochi che aveva il coraggio di dirlo“.

Molti tifosi della sud non hanno gradito le durissime parole spese dal presidente della Roma James Pallotta all’indirizzo di quella frangia della tifoseria giallorossa che aveva esposto striscioni contro la madre di Ciro Esposito in occasione di Roma-Napoli nella 29a giornata di campionato e che hanno causato la chiusura della curva in seguito alla decisione del giudice sportivo. Pallotta aveva apostrofato con un inequivocabile “fucking idiots” gli autori degli striscioni al quale parte della tifoseria coinvolta ha risposto esponendo uno striscione a Trigoria con la scritta “This fucking idiot gonna pay you, mother fucker” alimentando una querelle dai toni davvero pesanti.

L’ex allenatore della Roma e attuale ct della nazionale russa si è dichiarato assolutamente contrario ai tribunali improvvisati dai tifosi, specificando che “Dobbiamo essere giudicati per quello che facciamo e non davanti a dei tribunali inventati da persone con la fedina penale non puramente pulita. È il limite principale in tutti i posti, non solo a Roma, non vedo per quale motivo uno deve fare questo. Sono dispiaciuto che questo succeda continuamente e non si prendano delle decisioni serie“.