Come in ogni manifestazione sportiva organizzata nell’Europa orientale che si rispetti (vedasi Europei 2012 di Polonia e Ucraina), anche i Giochi invernali di Sochi 2014, al via tra quattro giorni, verranno anticipati dalla consueta strage di cani randagi. Lo ha reso noto la Baysa Services, la società incaricata da anni di catturare e uccidere gli animali nell’area. Secondo il direttore Alexei Sorokin, i cani rappresentano un pericolo oggettivo perché avrebbero “morso dei bambini”, ma soprattutto un danno d’immagine, perché nella sola Sochi ne vivono migliaia e di recente si sono concentrati proprio nella zona delle strutture sportive che ospiteranno le Olimpiadi: ”Un cane è entrato nel Fish Stadium e abbiamo dovuto portarlo via. Speriamo che questo non accada durante la cerimonia di apertura, sarebbe una disgrazia per il paese“.

Sokorin ha tuttavia rifiutato di rivelare le stime su quanti cani verranno uccisi, né ha voluto fornire dettagli sulle modalità di uccisione o su come verranno smaltite le carcasse. Di recente, anche il deputato della regione di Krasnodar, Sergei Krivonosov, si è detto favorevole alla strage dei cani, definendola una precisa “responsabilità nei confronti della comunità internazionale, eliminarli è il modo più rapido per risolvere il problema“. Poi, in un lampo di compassione paragonabile a quelli di Crudelia De Mon, ha anche riconosciuto che questo non è “il modo più umano” di gestire la situazione, dal momento che le autorità dovrebbero attrezzarsi per tempo con la costruzione di canili, come promesso lo scorso anno alle organizzazioni animaliste. Promesse non mantenute, evidentemente. D’altra parte, si fa prima così.

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