C’era una volta il campionato più bello del mondo”. Quante volte lo abbiamo pensato e detto, a proposito della nostra Serie A? Sia chiaro, nemmeno nel dorato quarto di secolo tra il 1980 e il 2006 ogni scudetto veniva conteso da squadroni zeppi di campioni fino all’ultima giornata: le cavalcate solitarie c’erano anche allora, e i tornei tutto sommato mediocri anche. Ma mai come nelle ultime stagioni e, in particolare, in quella in corso, con una sola squadra di alto livello a dettar legge (la Juve, of course) e le altre a dimenarsi tra improbabili progetti di rimonta (Inter e Napoli) e lavori in corso per un futuro migliore (Roma, Milan).

Nulla di imprevisto, ovviamente: se la squadra campione d’Italia investe sul mercato una cinquantina di milioni di euro, mentre l’avversaria principale smantella e le altre stanno a guardare, la polarizzazione del campionato è servita. Certo, era lecito attendersi più battaglia: 8 punti sulla Lazio, seconda con merito ma senza ambizioni di scudetto, 9 sull’Inter low profile di Stramaccioni e ben 10 su un Napoli che non matura mai assomigliano a una sentenza di morte già scritta e prossima all’esecuzione.

Più sorprendente è che gli altri grandi campionati europei sono anch’essi sul letto di morte. In Spagna, la diarchia Real Madrid-Barcellona si è trasformatain un regime totalitario catalano: in 17 gare, le vittorie di Messi e compagni sono 16, quanti i punti che compongono la voragine che li separa dalle Mourengues. L’Atletico di Falcao è sotto di “solo” 9 punti, ma nessuno crede davvero che possa avvicinare il Barça. Situazione pressoché identica in Germania, dove il Bayern Monaco ha già accumulato 9 punti sul Bayer Leverkusen e ben 12 sui bicampioni in carica del Borussia Dortmund, che stanno provando seriamente a vincere la Champions League. Meno marcata, ma ugualmente significativa la distanza che separa il Manchester United dai cugini del City: sono 7 i punti tra le due rivali, ma il trend è chiaramente a favore dei Red Devils.

E così, paradossalmente, l’unico torneo davvero entusiasmante è quello che più di tutti in estate sembrava destinato alla tirannia: la Ligue 1, con tre squadre – PSG, Lione e Marsiglia – appaiate in vetta a quota 38 punti, con il Rennes staccato di 6 lunghezze. Tuttavia, la presenza di Ibra (), divoratore di campionati, offre ampie garanzie in senso assolutistico anche Oltralpe.