“Avevo scelto la 21 ma l’aveva già Fernandez”.

José Maria Callejon non immaginava minimamente che il numero ‘7’ gli avrebbe portato così tanta fortuna.

Dieci gol in campionato per l’attaccante  che è stato il gradito ospite di ‘In casa Napoli’, programma televisivo in onda sul canale PIUENNE.

L’attaccante dei partenopei si è intrattenuto piacevolmente a colloquiare su vari argomenti con gli ospiti presenti in studio.

“Con la Roma era importante vincere (per la cronaca della gara clicca qui). Rafa ci ha detto che, pur non giocando bene, abbiamo vinto una gara importante. Ora pensiamo un po’ più positivo, ma dobbiamo restare con questa mentalità. Ci aspetta un mese difficile. Giocheremo molto, sarà importante il fattore psicologico”.

Una parentesi su alcuni compagni di squadra: “Reina è importantissimo, si vede da quello che fa in campo (leggi qui gli aggiornamenti sul portiere). Per me è una guida ed è innamorato di Napoli. Anche Hamsik sta facendo un grande lavoro: se uno non corre, noi dobbiamo correre maggiormente. Per quanto riguarda Mertens, lo trovo un giocatore completo”.

Callejon si è soffermato  sul proprio ruolo e gli obiettivi della squadra: “Gioco dove il mister lo richieda, non mi crea alcun problema. Il Napoli adesso è in finale di Coppa Italia, se siamo arrivati lì vuol dire che vogliamo vincerla. Vogliamo andare avanti anche in Europa League, con il Porto sarà un impegno importante (per dettagli clicca qui). Lo scudetto?E’ un nostro obiettivo: puntiamo a vincerlo in uno o due anni”.

L’attaccante da ultimo ha raccontato alcuni aneddoti interessanti sul suo arrivo in maglia azzurra, dichiarando che sente ancora Mourinho mediante messaggi e che è stata dura lasciare il Real. Molto lo ha fatto Benitez, che gli ha dato estrema fiducia.

Callejon gioca molto di più di quando era in Spagna e proprio a tal proposito sottolinea: “Quando sono arrivato i tifosi mi vedevano come quello che al Real non giocava. Mi sono impegnato negli allenamenti, sono tranquillo e i risultati stanno arrivando. Tornando indietro rifarei la stessa scelta. Mi piacerebbe portare anche mio fratello qui. Lui calcia meglio di me”.

A cura di Maria Grazia De Chiara