Lo aspettavano da più di un anno e finalmente è arrivato, Almir Gegic (foto by infophoto) il capo degli “zingari”, coinvolto nei filoni di inchiesta sul calcio scommesse aperti dalle Procure di Bari e Cremona e promette di rivelare informazioni sconvolgenti sul filone calcioscommesse da mettere sottosopra l’intera serie A.

In parte Gegic lo ha già fatto, sentito dal GIP (Giudice per l’Udienza Preliminare) Guido Salvini ha già vuotato il sacco su come e con chi operava il suo traffico di scommesse ma ancora molto promette di rivelare nei prossimi interrogatori.

Lo zingaro Gegic,  è l’uomo che secondo la procura di Cremona pagava i giocatori ingaggiati per alterare i risultati delle partite, ma lo “zingaro” dovrà altresì spiegare ai magistrati come sia riuscito a mettere in piedi un organizzazione a delinquere tanto organizzata ed efficiente che ha visto coinvolto in prima persona anche l’amico d’infanzia Hristiyan Ilievski, i giocatori con cui ha avuto a che fare, e come riusciva a  pilotare le partite di serie A truccate.

Gegic era latitante dal 1° giugno 2011 e ha deciso di collaborare con la giustizia italiana forse perché stanco di scappare e nascondersi per tutto il vecchio continente.

La sua decisione di costituirsi era ormai nell’aria da diverso tempo ed è divenuta certezza quando il 25 novembre scorso aveva rilasciato un’intervista agli inviati de La Gazzetta dello Sport nella regione serba del Sangiaccato, dove si era rifugiato.

Il giorno successivo Gegic giunto all’aeroporto di Malpensa, si è costituito nelle mani dei  Carabinieri.

E’ lo stesso legale dello “zingaro” che afferma: “Gegic, è contento di essersi costituito”, ha 33 anni, conosce sette lingue, ha una bimba piccola e la moglie incinta, la sua fuga non poteva durare per sempre. Ora che è seduto davanti ai magistrati comincia a vuotare il sacco, ad elencare i match di A comprati e a fornire dettagli sul fantomatico mister X. Un personaggio misterioso e ancora senza identità: “Un signore sulla sessantina, non ricordo il nome, ma se vedo la sua foto lo riconosco di sicuro – aveva assicurato Gegic dal suo rifugio nel Sangiaccato – Io e Hristiyan lo abbiamo incontrato un paio di volte, ce l’ha presentato Bellavista, aveva più di dieci telefonini. Ci siamo visti all’hotel Tocqueville a Milano, quello dove vanno i calciatori. Voleva venderci partite di serie A nelle quali erano coinvolte squadre del Sud, Catania, Palermo, Lecce e Napoli”

E ancora: “Quando ho cominciato avevo pochi soldi, perciò ho dovuto allargare il numero di finanziatori. La rosa di calciatori coinvolti è aumentata con l’arrivo di Lalic e Sulic, ma il vero salto di qualità è avvenuto con Ilievski“.

Su Hristiyan il suo amico di infanzia, Gegic riferisce che: “Aveva una security di 200 uomini, l’ho chiamato a far parte del gruppo perché non riuscivo più a gestire le cose da solo“. Un sodalizio d’acciaio, quello tra i due zingari.

Nel lungo interrogatorio  Gegic ha parlato anche     dell’ex portiere del Piacenza Mario Cassano, degli ex dell’Albinoleffe Pellicori e Joelson e dell’ex dell’Ascoli Micolucci: «Gli abbiamo dato un sacco di soldi ma lui ha tentato di fare da solo. Tra l’altro negli spogliatoi era molto antipatico, ci ha fatto solo perdere tempo».

In ultimo Gegic parla anche dell’allenatore della Juventus, Antonio Conte ” io Conte non lo conosco – ha spiegato Gegic e ha aggiunto – Carobbio mi disse che al Siena scommettevano tutti”.

Il secondo round si giocherà il prossimo 10 e 11 dicembre quando Gegic dovrà rendere conto avanti il PM Di Martino che lo incalzerà di riferire su altre 30 partite.