Il Pubblico Ministero di Cremona, Roberto Di Martino, ha chiesto di processare il ct della nazionale italiana, Antonio Conte, l’attuale capitano della Lazio, Stefano Mauri, e altre 102 persone tutte coinvolte nell’ambito dell’inchiesta sul calcioscommesse.

Che alla fine arrivassero delle richieste di rinvio a giudizio era ormai diventato chiaro, ma che fossero così tante è qualcosa che ha sorpreso tutti. Si parla di numeri monstre, con 104 indagati e qualcosa come 60 partite di Serie A, B e Lega Pro contestate.

Un’inchiesta che era partita con circa 200 gare sospette, delle quali solo otto sono state prescritte.

Al ct della nazionale italiana Antonio Conte, crollata l’accusa di associazione, rimane quella di frode sportiva per la gara Albinoleffe-Siena del 2011; prosciolto da ogni accusa, invece, riguardo a Novara-Siena.

Per Conte, già condannato dalla giustizia sportiva a 10 mesi per doppia omessa denuncia, ora si potrebbero aprire le porte di un processo penale. Il diretto interessato si è detto amareggiato ma non per questo abbattuto.

Il ct resta al suo posto, così come annunciato anche dal presidente della Federcalcio, Carlo Tavecchio: “Non ho ancora sentito Conte ma noi non cambiamo atteggiamento, è una notizia che ci si aspettava e abbiamo fiducia in lui”.

Per il capitano della Lazio, Stefano Mauri,l’accusa è associazione a delinquere, la stessa di Cristiano Doni, Beppe Signori ed altri. Le partite sotto inchiesta sono Lazio-Genoa e Lecce-Lazio del 2011, match combinati per permettere alla Lazio di raggiungere la Champions League.

L’attuale tecnico dell’Udinese, Stefano Colantuono, è stato rinviato a giudizio per frode sportiva per la presunta combine di Crotone-Atalanta del 2012. Il suo legale ha precisato: “Ci sorprende molto questa richiesta di rinvio a giudizio perché agli atti non esiste alcun elemento sul quale si possa fondare un’accusa nei confronti di Colantuono”.