Il D-Day per il Napoli è fissato per giovedì, quando verrà discusso il ricorso del club partenopeo circa la penalizzazione di due punti comminatagli dalla Commissione Federale in merito al calcioscommesse. De Laurentiis ha già chiesto a gran voce, e con piena ragione, che non venga inficiata la regolarità del campionato, e l’avvocato del Napoli, Mattia Grassani, si è detto fiducioso sull’esito dell’appello, che si fonda sulla contraddittorietà delle dichiarazioni di Gianello, il terzo portiere azzurro che ha inguaiato il club, e sulla rivisitazione in senso morbido della spietata norma sulla responsabilità oggettiva. Eppure, con ogni probabilità, la Corte di Giustizia Federale finirà per confermare la penalizzazione.

Dipenderà molto dal ricorso di Gianello: se l’illecito sportivo di cui è stato riconosciuto colpevole in primo grado venisse derubricato a slealtà sportiva, allora a cascata cadrebbero le sanzioni per gli altri calciatori coinvolti, Cannavaro e Grava, oltre che per la società stessa. Ma non sembra probabile.

E, tra poco, sarà il turno di un’altra candidata per il titolo, la Lazio, a fare i conti con la giustizia sportiva. La Procura Federale ha quasi concluso le indagini sulle presunte combine di Lazio-Genoa 4-2 e Lecce-Lazio 2-4 (maggio 2011). Stefano Mauri (foto by InfoPhoto), coinvolto direttamente dalle dichiarazioni del pentito Carlo Gervasoni, rischia una squalifica di tre anni e la Lazio, similmente al Napoli, andrà incontro di conseguenza a una penalizzazione per responsabilità oggettiva. Nei primi giorni di febbraio dovrebbero arrivare le richieste di Stefano Palazzi.

Tralasciando le singole fattispecie, resta evidente che un campionato in cui due contendenti per lo scudetto subiscono penalizzazioni a causa della nebulosa norma sulla responsabilità oggettiva, per di più a palla in movimento, non può che essere definito “falsato”. Come mai prima.