In meno di 48 ore dall’inizio del sisma del calcioscommesse avviato con l’inchiesta “Dirty Soccer” da parte della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro che ha coinvolto mediante arresti e indagini diverse figure legate a vario titolo agli ambienti del calcio di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, il nome di Claudio Lotito è già stato fatto esplicitamente per ben due volte. Nominato in una telefonata intercettata tra l’editorialista di Tutto LegaPro.com Vittorio Galigani, ex dirigente di alcuni club, e il direttore sportivo de L’Aquila calcio Ercole Di Nicola, il presidente si era difeso tramite un’intervista in esclusiva rilasciata al Corriere della Sera. Dopo la notizia del (presunto) coinvolgimento della Salernitana, insieme a Ascoli e Benevento, nell’inchiesta in questione, Lotito – contattato telefonicamente dall’Ansa – ha risposto così:

“Non ho niente da dire, parlo con i fatti: vado avanti come un treno sulla strada del lavoro e dei risultati, è evidente che sto cogliendo nel segno. Tutto queste bugie non mi interessano, rispondo alla mia coscienza. La Salernitana? I pizzini? Ma non scherziamo…”

Ed è un Lotito sensibilmente stizzito quello raggiunto al telefono dai giornalisti Ansa, molto meno incline al dialogo rispetto alle dichiarazioni del giorno prima rilasciate al Corsera: “Qui – aggiunge Lotito – si diffondono cose senza un reato contestato, chiaro che se ne occuperà il mio avvocato ma quanto danno è già stato fatto? Comunque io dichiarazioni ufficiali non ne faccio, anzi lasciatemi andare, tra l’altro siete insensibili a tempestarmi di telefonate a poche ore dalla finale di coppa Italia

Nel corso della mattinata invece era giunta a botta calda un’accorata difesa di Lotito da parte del presidente della Figc Carlo Tavecchio che intervenendo in diretta alla trasmissione mediaset “Mattino Cinque” ha dichiarato:

“Lotito è un eletto, non un nominato, è stato eletto dalla Lega di Serie A. Quando c’è stata la composizione del consiglio federale, la richiesta della Lega era di farlo vicepresidente vicario, mi opposi ed è rimasto consigliere, fu anche indicato dalla Lega come presidente della commissione riforme, ho dato la delega, ma poi l’ho ritirata. Non ho alcuna “interferenza” con lui, al quale però riconosco una grossa abilità manageriale: la sua è una delle migliori società. La Lazio non ha nessun parametro discostato rispetto ai principi del fair play finanziario. Lui ha la Lazio e la Salernitana, poi ci sono leggende metropolitane che gli attribuiscono Brescia, Bari e altri club. In molti si rivolgono a lui per chiedere consigli amministrativi, sapete tutti che salvò la Lazio che era in una situazione di dissesto finanziario”