Domani inizia a Cremona il nuovo processo Calcioscommesse. Stavolta è il filone Last Bet ad arrivare a processo. Le udienze vedranno sul banco degli imputati 104 indagati, tra cui il commissario tecnico della Nazionale Antonio Conte.

L’ex allenatore di Juventus, Bari e Siena deve rispondere del presunto coinvolgimento in una combine che sarebbe stata messa in atto in occasione di una gara tra AlbinoLeffe e toscani, disputata il 29 maggio 2011 e terminata con la vittoria di misura (1-0) dei padroni di casa.

Tra gli imputati figurano anche l’allenatore Stefano Colantuono (accusato di frode sportiva) e l’ex centrocampista Cristiano Doni (associazione per delinquere finalizzata alla truffa).

Il processo, che giunge a quasi cinque anni dallo scoppio del caso, vede imputati calciatori, allenatori e dirigenti, ma non i club (che dunque in sede sportiva non rischierebbero comunque penalizzazioni).

Sotto questo punto di vista, sono ore delicate per l’Atalanta. Il club nerazzurro sta decidendo se costituirsi, omeno, parte civile. Oltre a Colantuono e Doni, c’è anche un altro ex nerazzurro invischiato nel processo: l’attaccante Marilungo.

Tra gli autori dell’indagine che ha scoperto l’ennesimo scandalo pallonaro c’è il procuratore di Cremona Roberto Di Martino. Il pm ha dichiarato, nel corso di una intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, di “essere stato lasciato solo”.

Tavecchio si è fatto sentire solo una volta, ma a lasciarmi solo non è stata solo la Federcalcio. Avevo chiesto appoggio al Ministero della Giustizia, che nei fatti non c’è stato. Così oggi, a poche roe dall’inizio del processo mi trovo con una mole di lavoro che non posso sostenere. Eppure, di solito, in processi di questo tipo è normale concedere un aiuto”.

“Sotto inchiesta sono finite 60 partite, ma gli incontri combinati, ad ascoltare le intercettazioni, potrebbero essere stati 150-200 che riguardano tutto il calcio italiano. C’è bisogno di una attività moralizzatrice che coinvolga anche i giovani che saranno i calciatori del futuro”.

A Il Fatto Quotidiano, Di Martino ha inoltre sottolineato come ad essere inquinato non è solo il calcio. Il pericolo di incontri combinati esiste anche in altri sport, come nel tennis ad esempio: “lì le mani polazioni sono più semplici perché si tratta di uno sport individuale”.