È terremoto in Lega Pro con una nuova inchiesta in corso sul Calcioscommesse denominata “Dirty Soccer” e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La polizia di Stato sta eseguendo decine di fermi in tutta Italia coinvolgendo calciatori, dirigenti e presidenti di vari club con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, sequestro di persona, estorsione, corruzione con l’aggravante di aver favorito l’associazione mafiosa poiché è proprio questo l’elemento più sconvolgente dell’indagine, la presenza della ‘Ndrangheta. L’arresto di Pietro Iannazzo ai vertici di una delle associazioni mafiose più influenti ha messo in luce i rapporti che quest’ultimo intratteneva con presidenti di società sportive.

Il nucleo della Mobile di Catanzaro e della Sco di Roma indagando sulla cosca Iannazzo di Lamezia Terme ha scoperto tutto un sottobosco calcistico di partite truccate. Sarebbero 28 in tutto i match viziati da combine, 15 di Lega Pro e 13 di Lega nazionale dilettanti, partite di campionati già terminati con in corso spareggi per promozioni e retrocessioni (anche queste sotto indagine). Sono per ora 33 i club indagati e coinvolti a vario titolo (Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant’Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas, San Severo tra questi) e nei lunghissimi verbali redatti dagli inquirenti si possono leggere miriadi di dettagli legati a nomi, luoghi modalità: un vero e proprio sistema organizzato di scommesse clandestine. Tuttora in corso le perquisizioni nelle sedi dei club come anche nei domicili di presidenti e dirigenti e di calciatori.

Colpiscono proprio le modalità d’azione di suddetto ingranaggio: non soltanto incontri programmati in luoghi stabiliti per definire le combine ma una metodica molto più complessa fondata sull’analisi di club e società in oggettiva difficoltà economica, infiltrazioni di individui legati a cosche mafiose in qualità di calciatori e dirigenti all’interno dei club con funzioni di basisti al fine di generare corruzione e messa in moto di un sistema delinquenziale reticolare. Un bubbone che una volta scoppiato porterà a ulteriori gravissime conseguenze penali e immediate sanzioni da parte della giustizia sportiva.