Nuova ondata di arresti, per la precisione 17, emessi dal Giudice per le indagini preliminari distrettuale di Catanzaro, che nell’ambito dell’operazione Dirty Soccer continua il suo rastrellamento attorno al mondo del calcio e all’eventuale esistenza di organizzazioni criminali legate al calcioscommesse.

In sintesi, si sta indagando su due distinte organizzazioni che, puntando forte in sede di scommesse su partire combinate, andavano a creare forti introiti agli scommettitori che ovviamente sapevano a priori il risultato.

Tra questi 17 nuovi arresti ci sarebbero dirigenti, allenatori e calciatori di numerose squadre di calcio, dei campionati di Serie D e della Lega Pro.

Gli stessi sono stati fermati con diversi capi d’accusa, tutti riconducibili però al filone legato al calcioscommesse. Si tratta di fermi eseguiti il 19 maggio scorso e trasformati in arresti dal Gip solo ora.

Nell’inchiesta, secondo quanto si apprende da fonti vicini alla giustizia, rispetto alla prima fase dell’indagine sfociata in 50 fermi, risultano anche altri indagati, fra dirigenti e calciatori, fino al campionato di Eccellenza Calabria.

Nei giorni scorsi l’inchiesta Dirty Soccer aveva scosso il calcio italiano anche a livelli più alti, buttando nel calderone di indagini, voci e mezze verità anche la Salernitana di Claudio Lotito, il cui nome è comparso anche in un’intercettazione, neo-promossa in Serie B.

Il nucleo della Mobile di Catanzaro e della Sco di Roma indagando sulla cosca Iannazzo di Lamezia Terme ha scoperto tutto un sottobosco calcistico di partite truccate. Sarebbero 28 in tutto i match viziati da combine, 15 di Lega Pro e 13 di Lega nazionale dilettanti, partite di campionati già terminati con in corso spareggi per promozioni e retrocessioni, anche queste sotto indagine.

Per ora 33 i club indagati e coinvolti a vario titolo: tra questi anche Pro Patria, Barletta, Brindisi, L’Aquila, Neapolis Mugnano, Torres, Vigor Lametia, Sant’Arcangelo, Sorrento, Montalto, Puteolana, Akragas e San Severo.