L’ex presidente della Figc, Franco Carraro, ammette che lo Scudetto del 1998 venne falsato a favore della Juventus. Dunque, con la chiusura del processo Calciopoli, tornano i veleni nel mondo del calcio italiano. La parola “fine”, con la sentenza della Cassazione, invece di far chiudere il cerchio ha, di fatto, riaperto vecchie ferite del nostro pallone.

Ora la parola la prende Franco Carraro, ex presidente della Figc, che getta benzina sul fuoco rincarando la dose: “La Juventus in quei due campionati (il riferimento è a quelli del 2005 e 2006, ndA) aveva la squadra più forte e ha vinto sul campo e non a causa delle interferenze. Quello del 1998, invece, secondo me fu l’unico campionato veramente falsato a favore della Juventus”.

Il campionato in questione è quello del famoso rigore non concesso all’Inter in occasione della sfida proprio contro la Juventus, quando Mark Juliano fermò in piena area di rigore Ronaldo con un nettissimo fallo ma l’arbitro Ceccarini non assegnò la massima punizione: “Ve lo ricordate il rigore su Ronaldo? Se c’era già Moggi? Sì”, ha precisato Carraro in un’intervista a La Repubblica.

Poi si torna a parlare di Calciopoli: “Ritengo inopportuno che la Juventus chieda ora risarcimenti: patteggiare una pena e poi chiedere i danni è il comportamento schizofrenico di uno che vuole avere la moglie ubriaca e la botte piena – le parole di Carraro – Moggi? Dice che la Cupola ero io e cita anche intercettazioni, ci tengo a essere chiaro. La mia chiamata per Lazio-Brescia va letta insieme a un’altra telefonata in cui esplicitamente affermavo: se il Brescia è più forte, che vinca. Erano giorni in cui sui giornali si parlava dei danni subiti dalla Lazio e volevo difendere la Federazione dai sospetti… Lo stesso per Inter-Juve. La mia chiamata era solo il gesto di un presidente federale che sa benissimo che, in quel momento, non si può permettere una partita in cui vengano fatti favori alla Juve”.

Poi, sulla famosa Cupola del calcio, precisa: “Le sentenze dicono che c’era e noi dobbiamo stare alle sentenze. Ovviamente anche quando dichiarano prescritto un reato. Bisognerebbe tutti avere l’intelligenza di metterci una pietra sopra. Moggi? Penso che di errori ne abbia fatti anche altri, errori e veri e propri pasticci. Ma forse quello di sentirsi ultrapotente è stato quello che gli è costato più caro di tutti. Si è compiaciuto troppo del proprio potere, gli piaceva essere riconosciuto come Lucky Luciano”.