Tempo di rimpianti per Fabio Capello. L’ex tecnico di Juventus e Roma ha ricordato la Juventus del biennio precalciopoli, capace di mettere insieme 86 punti nella stagione 2004/2005 e 91 in quella successiva, al termine della quale scoppiò il bubbone entrato a far parte della storia nera del calcio italiano.

“Quella era una squadra fortissima, destinata ad entrare nell’olimpo del calcio internazionale” ha dichiarato Don Fabio in una intervista rilasciata a Fox Sports e che andrà in onda venerdì nel corso de programma Collezione Capello”Se non fosse accaduto quell’episodio, probabilmente la mia carriera avrebbe preso una piega differente”.

Il Capello allenatore ha avuto comunque soddisfazioni straordinarie. Vittorie a Madrid e Milano, Torino e Roma. “Quale squadra allestirei con gli uomini che ho avuto a disposizione? Beh ne potrei fare almeno due, considerati i campioni che ho allenato”.

Di certo non mancherebbe Gigi Buffon. “Alla vigilia di una gara, Tancredi mi avvisò che Buffon non voleva giocare per paura delle api. A quel punto scesi negli spogliatoi e comunicai che avrebbe giocato Chimenti. Buffon si rese subito disponibile a giocare. La fobia era passata…”.

Qual è lo stato attuale del calcio italiano? “Manca l’intensità. Basta vedere una gara di Premier League e poi una di serie A, la differenza è notevole. Chi gioca un bel calcio? È tutto relativo. Bisogna intendersi. gioca bene chi fa 35 passaggi per arrivare in porta o chi ne fa 5? Non dimentico la lezione di Boniperti. Vincere non è importante, è l’unica cosa che conta…”.