Solo sei mesi fa, la notizia dell’acquisto di tale Georgos Katidis da parte del Novara sarebbe stata confinata in qualche trafiletto e non avrebbe certamente trovato asilo in buona parte dei siti specialistici. Il problema è che nel frattempo, lo scorso marzo per la precisione, lo stesso Katidis era passato al (dis)onore delle cronache per aver fatto il saluto nazista ai suoi tifosi dopo il gol-vittoria nel match tra AEK e Veria, cosa che gli era peraltro costata l’esclusione da tutte le nazionali elleniche.

Il Novara ha deciso “di dare al ragazzo una seconda chanche”, poiché si è dimostrato “perfettamente conscio del significato e del dramma che quel gesto ha rappresentato”. Niente da dire: con ogni probabilità, non si era trattato che di un’idiozia di un ventenne ignorante cresciuto ai tempi della crisi e di Alba Dorata. Certo, i più maliziosi vedranno nell’affare una mossa volta ad attirare su di sé i riflettori. E le polemiche, che già infuriano anche a livello politico, sembrano corroborare questa idea. Sempre che non convincano il Novara a tornare sui propri passi.

Curiosamente, la vicenda ricorda ciò che avvenne nel 1989 con Ronnie Rosenthal, giocatore che l’Udinese acquistò dallo Standard Liegi e che rispedì indietro al momento delle visite mediche: ufficialmente per dei non meglio precisati problemi alla schiena, in realtà per le minacce ricevute dalle frange estremiste del tifo bianconero. L’israeliano e il neonazista, travolti da un insolito destino comune?