Chiusura alla camomilla, quella del nostro calciomercato povero di soldi ma ricco di immaginazione. Il colpaccio della penultima ora, manco a dirlo, lo ha messo a segno Galliani, con la carrambata deamicisiana di Ricardo Kakà in rossonero (foto by InfoPhoto), con tanto di saluto pontificio ai fedeli riuniti in piazza. Le altre big, che hanno meno istinto ma più programmi, si erano già mosse prima: la Fiorentina è la vera regina del mercato, benissimo anche Napoli e Juventus, mentre la Roma è uscita dal tritacarne estivo più ricca e con una cera migliore rispetto all’anno prima. Maluccio l’Inter, ma Mazzarri sta già trasformando in oro l’antico piombo. Ecco, nel dettaglio, le pagelle del mercato della nostra Serie A:

ATALANTA 6.5: Colantuono mantiene l’assetto dello scorso anno, trattenendo i pezzi pregiati Denis e Bonaventura, riscattando Cigarini e inserendo un uomo d’esperienza come Yepes nel pacchetto arretrato. Squadra solida e compatta per la caccia alla solita salvezza anticipata

BOLOGNA 5: il rinnovo, pur non scontato, di Alessandro Diamanti non basta per definire sufficiente il mercato dei rossoblu, che perdono i gol di Gilardino e si lasciano sfuggire i promettenti Gabbiadini e Taider. Ci sarà da sudare

CAGLIARI 6.5: nessun acquisto di grido, ma l’aver resistito alle tentazioni per la propria bigiotteria di lusso (Astori, Nainggolan, Pinilla e Sau) è già tanta roba. Il Cagliari si presenta ai blocchi di partenza con un’identità precisa e uno dei tecnici più interessanti del campionato: più che sufficiente per un torneo di metà classifica. Una cosa è certa, Cellino sa costruire le proprie squadre meglio di quanto non faccia con gli stadi

CATANIA 5: stavolta pollice verso per gli etnei, che decidono di sfruttare il magnifico campionato dell’anno scorso non per il salto di qualità definitivo, bensì per incicciottire le casse sociali. Le partenze di Lodi e Gomez non sono state controbilanciate da adeguati rimpiazzi. Il blocco argentino è rimasto quasi inalterato e questo dovrebbe garantire un campionato tranquillo, ma le seduzioni europee sembrano remote

CHIEVO 5.5: quando mancano le sostanze si rimedia con la fantasia, ma a ‘sto giro Campedelli non sembra essersi sforzato più di tanto. Salvezza alla portata per una squadra che si conosce a menadito, ma molto dipenderà da Sannino e dai gol di Paloschi

FIORENTINA 8.5: naturalmente manca la conferma del campo, ma l’impressione è che Daniele Pradé abbia compiuto un capolavoro: blindato Montella, ceduti a peso d’oro i due slavi scontenti (Jovetic e Ljajic) senza rinforzare le dirette rivali, preso il centravanti (di riserva) della squadra più forte del mondo, riscattato l’esaltante Cuadrado, puntellata la squadra con innesti di classe ed esperienza come Ilicic, Ambrosini e Joaquin. Peccato per la questione-portiere, ma la perfezione non esiste

GENOA 6: l’inizio del torneo non è dei più confortanti, ma dal solito rollercoaster estivo di Preziosi sono usciti nomi garantiti come quelli di Ciccio Lodi e Alberto Gilardino. Se Liverani resiste e lavora bene, il Grifone non dovrà mettere i propri tifosi sulla graticola fino all’ultima giornata

INTER 5.5: sembra incredibile, ma i nerazzurri sono il club che ha fatto registrare il maggior passivo di bilancio, con quasi 50 milioni di euro spesi sul mercato e meno di una decina incassati: per dire, il riscatto di Silvestre (poi regalato al Milan) e l’acquisto di Icardi e della metà di Belfodil, due scommesse, sono costati una trentina di milioni di euro. Fortunatamente c’è Mazzarri che sta resuscitando i morti apparenti: è lui il grande rinforzo per l’ultima (?) Inter targata interamente Moratti

JUVENTUS 8: nonostante i malumori (strategici) di Conte per le cessioni dei pretoriani Matri e Giaccherini, Marotta ha chiuso un mercato eccellente, rinforzando la squadra dove serviva veramente e senza gli sperperi dell’estate 2012. Tevez è il campione promesso, Llorente un’alternativa deluxe (benché non ancora convincente), Ogbonna, strapagato, puntella una difesa già forte di suo. Inalterata la mediana, ma d’altra parte non ci risulta che Xavi e Iniesta siano sul mercato. Bianconeri ancora über alles

LAZIO 5.5: pochi applausi per la premiata ditta Lotito-Tare. Hernanes è rimasto (con la testa al Mondiale), Biglia e Felipe Anderson sono rispettivamente utile e interessante, ma le principali mancanze della squadra agli ordini di Petkovic, ovvero centravanti e difensore centrale, sono rimaste tali, con un certo senso di beffa per l’affare-Yilmaz, sfumato proprio  al fotofinish. La strada per l’Europa è tutta in salita

LIVORNO 6: gli amaranto fanno la spesa in casa Inter e si assicurano tre giovani di qualità come Bardi, Benassi e Mbaye. Emeghara, sorpresona dell’anno scorso in quel di Siena, ha già confermato di essere un attaccante di razza, almeno per ciò che riguarda la metà destra della classifica. Obiettivo salvezza alla portata

MILAN 6.5:Confusione sarà il mio epitaffio”, cantavano i King Crimson, e fino al 29 agosto non poteva esserci definizione migliore per il crepuscolare Milan del Galliani senza portafogli: acquisti di secondo e terzo piano, figuracce internazionali (telenovelas Allegri e Robinho, beffa-Tevez, mancato approdo estivo di Honda), nessun cenno di strategia a medio termine. Poi, battuto il PSV, fuori Boateng e dentro Matri e Kakà a zero euro: milanisti, esperti, perfetti per il 4-3-1-2 che Allegri vuole cucire addosso a Mario Balotelli, con buona pace dell’esiliato El Shaarawy. E il budget-Champions è quasi tutto lì, pronto per essere investito in gennaio su quel grande difensore (che non può essere Astori) che serve come acqua nel deserto

NAPOLI 8: come vendere il proprio miglior giocatore dai tempi di Maradona e vivere felici. De Laurentiis e Bigon scuciono 64 milioni di euro al PSG per Cavani e con quei soldi mettono insieme uno squadrone, razziando la smisurata panchina del Real Madrid (Albiol, Callejon, Higuain), sostituendo De Sanctis con il solido Reina e completando la restaurazione borbonica con Rafa Benitez, uno dei tecnici più bravi e vincenti al mondo. E, se Hamsik è questo, lo scudetto è tutt’altro che un’ipotesi remota

PARMA 6.5: non inganni la partenza col freno a mano tirato, quel pacioccone di Ghirardi ha lavorato benissimo. A questi livelli Cassano sposta gli equilibri e sembra perfetto per giocare con Amauri. Dall’Inter, oltre al barese, sono arrivati Obi e Gargano per rimpolpare un centrocampo che ha mantenuto il cardine Valdes. Donadoni conosce il mestiere, i ducali si preparino a un torneo tranquillo

ROMA 7: due anni consecutivi fuori dall’Europa pesano, ma il club giallorosso è stato abile a ricavare il massimo dal proprio allevamento: via la grana Osvaldo, via i talenti Lamela e Marquinhos. Con l’ottantina di milioni ricavati, Sabatini ha riportato a casa un motivatissimo Maicon, strappato alla concorrenza europea Strootman, fregato Ljajic al Milan, preso Gervinho e puntellato la difesa con Benatia e De Sanctis, e coi restanti 32 milioni ha fatto felice gli americani. Soprattutto, in panchina siede finalmente un allenatore di calcio e non un imbonitore di folle

SAMPDORIA 5.5: sono partiti tre titolarissimi come Icardi, Romero e Poli e chi è arrivato al posto loro non sembra al medesimo livello: molto dipenderà dai baby Gabbiadini, Petagna e Salamon, per ora solo scommesse. La squadra resta discreta e Delio Rossi è un’assoluta garanzia, ma dubitiamo che il materiale umano gli consenta di replicare l’ottimo girone di ritorno della scorsa stagione

SASSUOLO 5.5: l’asse con la Juventus ha consentito agli emiliani di rinforzarsi con Zaza, Marrone e Ziegler, mentre da Inter  e Milan (via Genoa) sono arrivati Ezequiel Schelotto e Francesco Acerbi: non male, ma la squadra sembra aver bisogno di ben altro per uscire indenne da una stagione in cui giocherà sempre in trasferta

TORINO 5: cedere Ogbonna alla Juventus sarebbe stato accettabile solo se il ricavato fosse stato investito pesantemente sul mercato. Gli acquisti di Ciro Immobile (a sostituire Rolando Bianchi), El Kaddouri, Bellomo, Moretti e Bovo non rispondono certo alla definizione. Fortunatamente per i granata, con la permanenza di Cerci e Ventura, la salvezza dovrebbe essere a portata di mano

UDINESE 6: come al solito, valutare a priori il mercato friulano è roba per cartomanti e così ce la caviamo con un sei politico. Nessuna cessione particolarmente danarosa, il consueto numero di baldi giovanotti semisconosciuti in rampa di lancio. L’attacco è di qualità, se Muriel si conferma il Sanchez del futuro e Di Natale si conferma il Di Natale di sempre

 VERONA 6: se il fisico regge, Luca Toni è attaccante da una quindicina di gol, quelli che tendenzialmente fanno la differenza tra un secondo anno in Serie A e un repentino ritorno in cadetteria. Mandorlini ha un centrocampo di piedi dolci, con i veterani Donadel e Donati a far da scudo ai vari Jorginho e Romulo, ma la difesa qualche brivido caldo lo farà patire