Srdjan Babic è un promettente difensore serbo del Vojvodina sul quale da tempo aveva messo gli occhi la Sampdoria. Agli inizi del mese di agosto, il club ligure aveva definito il suo acquisto approfittando del gradimento del giocatore per la maglia blucerchiata e per l’allenatore Sinisa Mihajlovic.

Un milione e mezzo di euro sarebbe stata la cifra concordata per il suo cartellino. Il giocatore avrebbe guadagnato 120.000 euro a stagione. La chiusura dell’operazione era stata rinviata alla fine del calciomercato perché la società disponeva di un solo posto libero per gli extracomunitari e nel mirino c’era il centrale del River Plate, Eder Balanta.

Un ulteriore spazio poteva liberarsi con Pontons, boliviano mandato in prestito in patria all’Oriente Petrolero. Tutto in ordine, quindi, se non fosse stato per alcuni problemi di carattere burocratico.

Il 31 agosto Babic si è presentato con il proprio agente all’aeroporto ligure per apporre la propria firma sul contratto, ma ad aspettarlo non ha trovato nessuno della società. Nessuno anche in albergo. Il 1° settembre, dopo essersi recato in sede, la beffa: il giocatore è costretto a fare ritorno a casa.

Due sono le versioni presentate a margine di questa storia: la prima vuole la comparsa di nuove parcelle, che hanno fatto slittare il raggiungimento dell’accordo a gennaio; la seconda giunge invece dalla Serbia, e parla di un continuo gioco al ribasso da parte del patron blucerchiato che ha determinato la fumata nera.

Fatto sta che l’idillio tra Babic e la Sampdoria è terminato prima di nascere tra le lacrime del difensore serbo e le sue amare parole: «Non chiedetemi nulla, era tutto concluso».  

(immagine di copertina e fotogallery by Infophoto)