Appena dato l’addio a una stella come Miralem Pjanic che ha brillato per diverse stagioni nel il cielo dell’Olimpico (così come di altri stadi nazionali e internazionali), la Roma adesso si preoccupa di trattenere un altro idolo dei tifosi, nonché perno sempre più inamovibile all’interno della struttura della squadra disegnata da Spalletti, ovvero Radja Nainggolan. A prescindere dall’andamento degli Europei, e il centrocampista giallorosso non si può dire che abbia sfigurato nella sconfitta del Belgio contro l’Italia, a fine competizione la società capitolina e il centrocampista belga si metteranno a tavolino e troveranno un accordo.

In realtà Sabatini e Baldissoni lo hanno già fatto incontrando il procuratore di Nainggolan Beltrami a Trigoria dove si è discusso di adeguamento contrattuale. Ecco, questo è il punto nodale della questione poiché Nainggolan, senza ancora sparare cifre, ha chiesto un sensibile ritocco al proprio ingaggio, cosa che non è piaciuta troppo ai vertici giallorossi, non tanto per il “cosa”, quanto per il “come”, ovvero le dichiarazioni del belga dal ritiro francese: “Conte mi vuole, mi aspetto che la Roma faccia la sua parte“). L’accordo sarà sicuramente raggiunto “adeguando” gli attuali 3 milioni con qualche bonus in più e con qualche frazione dopo la virgola, senza ovviamente fare follie. E solo una proposta irrifiutabile da parte di un top club (il Chelsea come qualunque altro) potrebbe cambiare i piani.

Dal canto suo Nainggolan, intercettato dopo la sfida europea tra Belgio e Italia, non ha assolutamente voluto parlare di mercato: “Non dico niente, sono sette anni che ogni estate sono sul mercato e ogni volta succede un macello. Quindi non parlo“, accennando solamente alla cessione del suo amico Pjanic alla Juventus, al quale aveva detto di non parlarci più in caso di trasferimento in bianconero: “Gli voglio bene, è come un fratello e continuerò a parlarci. Purtroppo nel calcio queste cose capitano, dobbiamo accettarle, anche se sarebbe stato meglio continuare a giocare insieme“.