Se nell’altalenante annata della Roma, tra crisi d’identità, di risultati, di gioco tra tutti gli alibi d’infermeria possibili, il club capitolino abbia mai potuto contare su un punto fermo e sicuro, baricentro di un’intera stagione anche ora che il sisma sembra essere passato in casa giallorossa e la squadra aver ritrovato equilibrio e stabilità, questo è stato ed è Radja Nainggolan. Il rendimento del belga con origini indonesiane per parte di padre è stato una costante per tutto il campionato, 4 gol e 5 assist in stagione son sempre bei numeri per un mediano, e ha funto oltretutto da elemento aggregante di spogliatoio e collante indissolubile tra giocatori, società e tifosi. Peccato che un rapporto così solido sia destinato ad interrompersi per questioni prettamente economiche.

Il discorso del rinnovo contrattuale, con scadenza per altro lontana (giugno 2018), non preoccupa ma è subordinato all’accordo con il Cagliari per l’acquisto dell’altra metà del cartellino del centrocampista di Anversa, un’intesa che potrebbe non essere raggiunta a causa delle esose richieste della società sarda. Si parla di una cifra che si aggira sui 16-17 milioni di euro. La prima metà del giocatore era costata alla Roma 9 milioni di euro e ora il totale di circa 25-26 milioni di euro ha spaventato Sabatini che sembrerebbe tirarsi fuori dall’affaire Nainggolan, sempre più orientato alla cessione. Come se non bastasse, il belga ha avanzato richieste di ingaggio ritenute insostenibili dai vertici della società giallorossa: 4 milioni – più del doppio dello stipendio attualmente percepito dal giocatore – che la Roma non è disposta a pagare. Ma Nainggolan gode di un mercato estremamente attivo intorno a sé con diverse società a livello nazionale (la Juventus in caso di cessione Pogba) e internazionali (Manchester United e Liverpool in pole position) pronte a soddisfare i suoi desideri.