Sua Maestà Pablo Daniel Osvaldo, Signore di tutte le terre emerse e anche di più, ha finalmente concesso l’onore di unirsi al ritiro del club che lo paga, dopo aver giustamente aggiunto un paio di meritati giorni supplementari alle sue vacanze a Chicago. Un bel gesto, da parte dell’argentino, che pare sia disposto anche a riprendere gli allenamenti come un mezzadro qualsiasi. In ogni caso, la sua permanenza a Roma non durerà ancora molto: il Southampton si è chiamato fuori, ma Zenit e un paio di club spagnoli non mollano la presa e con una quindicina di milioni Sabatini sarebbe più che lieto di sbarazzarsi di un simile guastafeste.

Un discorso in un certo senso simile può essere fatto per Daniele De Rossi. Il figlio prediletto della Lupa non è più così prediletto; diciamo pure che è in rotta da tempo immemore con un ambiente che lo ha caricato di pressioni insopportabili per la sua personalità schiva e riservata. A 30 anni, e insidiato dal prossimo acquisto Strootman, l’eterno erede di Francesco Totti potrebbe rinunciare ai galloni di aspirante al trono e ricostruirsi un finale di carriera degno di questo nome altrove: magari al Chelsea, da José Mourinho, che non ha mai nascosto la stima per il mediano giallorosso. Con 10-12 milioni l’affare si chiude.

Destino comune, ma ragioni diverse, per Marquinhos. Il giovane difensore brasiliano, tra le grandi rivelazioni della passata stagione, lascerà certamente la Roma: non per questioni comportamentali, ma puramente economiche. I giallorossi, che lo hanno prelevato lo scorso anno dal Corinthians per circa 4 milioni di euro, sono ingolositi dalla possibilità di realizzare una clamorosa plusvalenza, dal momento che il PSG, la BCE del calcio italiano, è disposto ad arrivare a 30 milioni pur di mettervi sopra le avide manacce.

Roma, città aperta: i buoi scappano.