Lo sosteniamo da tempo, almeno dall’inizio di quest’estate infuocata dalle trattative di molti club come Inter, Juventus e Milan che al pronti-via son partite subito in quarta con acquisti importanti e onerosi, quello della Roma è un mercato strano. Un mercato in tutta probabilità maggiormente attento a vincoli di spending review (c’è una sanzione Uefa in corso che per quanto esigua – 6 milioni con la condizionale – funge comunque da monito per le future operazioni del club), che segue criteri di economia classica, da old financial school per cui prima di trattare acquisti occorre valutare opzioni e, soprattutto risolvere problemi prioritari in seno alla società.

Che la Roma voglia diventare grande nessuno lo discute. Le basi sono quelle di una società solida, quella che fa capo a una proprietà statunitense, che ha già effettuato investimenti importanti e altri è pronta a farne come la costruzione del nuovo stadio. La piccola semplice verità è che in cima alla “to do list” c’erano l’acquisizione della seconda metà del cartellino di Nainggolan con conseguente adeguamento di contratto, il rinnovato prestito di Ibarbo. Un gradino più sotto c’è la situazione piuttosto intasata nel comparto offensivo (nel frattempo è arrivato anche Iago Falque dal Genoa) di giocatori che non hanno convinto (Doumbia) e che non fanno più parte del progetto Roma 2015-2016 (Gervinho, Destro e probabilmente Ljiajc) sui quali occorre lavorare in uscita. Doumbia è destinato in Cina al Beijing Guoan, per Gervinho dopo il pasticcio Al Jazira c’è l’interessamento del Galatasaray mentre Destro sembra finalmente convinto del Monaco.

Risolte queste “grane”, la Roma potrà gestire un tesoretto col quale potrà affrontare meglio l’acquisto di almeno due grandi nomi per l’attacco. L’intenzione non troppo velata è quella di assestare finalmente due grandi colpi che oltre a rinforzare la squadra zittiscano anche la ridda scontenta e piagnona dei tifosi giallorossi. Dzeko è sempre più vicino, ma è un’operazione a fuoco lento. La Roma non vuole sperperare. L’accordo col giocatore è stato trovato da tempo (un triennale da 4,5 milioni di euro d’ingaggio) e ora il ds Sabatini che vedrà i vertici dei Citizens entro questa o la prossima settimana sta pensando di offrire al Manchester City 18 milioni di euro più bonus contro i 30 richiesti inizialmente. Occorre pazientare, ma l’affare si farà. In caso contrario rimangono vive le alternative di Lukaku e Mitrovic (sempre più vicino al Newcastle).

L’altro obiettivo del club giallorosso è Baba dell’Augsburg, che si è presentato in ritiro col volto incerottato per un incidente accaduto in vacanza ad Accra in Ghana, per il ruolo praticamente scoperto di terzino sinistro. Pronto un incontro anche in questo caso con i vertici del club tedesco sulla base di un accordo già trovato col giocatore (cinque anni di contratto a 1,5 milioni di euro a stagione): l’Augsburg chiede 20 milioni, la Roma ha aggiunto 8 milioni agli 8 proposti nella prima offerta (pagabili in due tranches). C’è naturalmente ottimismo per una chiusura dell’affare a breve termine ma nell’eventualità contraria le alternative, più low cost, restano Masuaku dell’Olympiakos e Adriano del Barcellona. Sondato anche Vrsaljko per la fascia destra sul quale è nettamente in vantaggio il Napoli col Sassuolo che chiede almeno 10 milioni.