Alla faccia dell’antico adagio secondo cui le minestre riscaldate sono spesso indigeste, il calciomercato Roma potrebbe conoscere presto un clamoroso ritorno: quello di Alberto Aquilani, che a giugno si libera a parametro zero dalla Fiorentina. Ad ammettere la possibilità di un nuovo matrimonio con il club che lo ha lanciato nel grande calcio è stato il procuratore dello stesso Aquilani, Andrea D’Amico: “Sto lavorando per trovare una soluzione che piaccia al giocatore, anche se questo non è il momento di parlare ma di lavorare. Contatti con la Roma? Certo, coi giallorossi siamo sempre in contatto“. Come a dire: la Roma è destinazione gradita al giocatore (e non potrebbe essere altrimenti), anche se al momento, con la Fiorentina ancora impegnata su due fronti, non è il momento di sbilanciarsi e fare annunci.

La strategia di Walter Sabatini è chiara: in attesa di capire quali saranno le disponibilità economiche del club giallorosso, con una Champions League ancora in bilico e un macigno di 43 milioni di euro (quelli serviti per Iturbe, Ibarbo e Doumbia) che si porta sulle spalle, il ds sta iniziando a muoversi sul mercato dei parametri zero, come un Galliani qualsiasi. In quest’ottica, Alberto Aquilani rappresenterebbe certamente una mossa saggia: conosce perfettamente l’ambiente, visto che lo ha frequentato da quando era bambino fino all’estate del 2009, anno del suo passaggio al Liverpool; percepisce uno stipendio abbordabile (1,6 milioni di euro) e si inserirebbe alla perfezione nel gioco di Rudi Garcia, che lo impiegherebbe presumibilmente come cambio delle sue mezzali titolari.

Come detto, per Aquilani si tratterebbe di un ritorno al passato che lui, peraltro, non ha mai negato di sognare. Forse, quello sì, sperava di tornarci con un altro tipo di carriera alle spalle. Quando il Liverpool decise di investire 20 milioni di euro su di lui, infatti, il Principino si era già imposto come uno dei più promettenti centrocampisti del panorama italiano e non solo, tanto che già Luciano Moggi, negli anni precedenti, aveva provato a portarlo alla Juventus. Purtroppo per lui e per la nostra nazionale, a far da contrappeso alle sue indubbie qualità c’è sempre stata una preoccupante tendenza agli infortuni, che ne hanno condizionato drammaticamente la crescita tecnica. Deludente a Liverpool, piuttosto anonimo con Juventus e Milan, Aquilani non ha saputo mantenere le promesse di inizio carriera. Anche a Firenze, dopo due annate positive, ha finito per ricoprire un ruolo più o meno marginale nella squadra di Montella. Ora, a 31 anni, è tempo di tornare a casa, nell’unico posto dove è riuscito a esprimersi ai suoi livelli.