Il fascino del calciomercato ma anche la sua importanza risiede nel fatto delle infinite e, soprattutto, inaspettate possibilità d’interscambio tra giocatori di qualsiasi club e nazionalità, fermo restando determinati vincoli, legali e contrattuali ma un punto fermo in ogni sessione di mercato che si rispetti, almeno da qualche anno a questa parte è determinata dal movimento, o per meglio dire i semplici rumors di mercato legati agli assistiti di uno dei più famosi procuratori in ambito calcistico: Mino Raiola.

Prorio in questi giorni, l’agente italo-olandese, intervistato da Radio Sportiva, ha parlato dei calciatori appartenenti alla sua egida, a cominciare da Mario Balotelli: “Mario è diverso da un anno e mezzo a questa parte, già al Liverpool non si sentivano storie extracalcistiche. Ha iniziato molto bene e ha avuto la sfortuna dell’operazione: ora speriamo solo di rimetterlo in campo il prima possibile. È molto sereno. Sogna il Real? Non lo so, per ogni grande giocatore sognare di giocare nel Real è quasi logico: chi non lo farebbe? Auguriamoci che un giorno possa realizzare il suo sogno”.

Inevitabile la virata dell’intervista radiofonica su Paul Pogba, sul quale Raiola non si sottrae assicurando ai tifosi juventini che rimarrà a Torino fino a fine stagione: “A gennaio non si muove, perché ha espresso il desiderio di finire l’annata alla Juve. Poi, raramente i grandi giocatori si muovono a gennaio. Giugno, invece, è molto lontano, in termini di calciomercato: è un’altra epoca, quasi un altro secolo…“.

Perentorio anche su Zlatan Ibrahimovic e sul suo possibile ritorno in Italia: “Con Ibra ci sono degli accordi ben precisi con il Psg e vediamo come andrà la situazione. Credo di poter quasi escludere, in questo momento, un suo ritorno in Italia come calciatore. Rinnovo? Ci sono tante ipotesi, ci sono degli accordi e noi prima vogliamo rispettare quegli accordi, poi vedremo“.

Torna invece il parallelismo del talentuosissimo Donnarumma con un’opera d’arte (in un’altra recente intervista Raiola l’aveva paragonato a un Modigliani): “Potrebbe diventare un’opera d’arte, ha tutte le qualità per diventarlo. È un’opera d’arte in costruzione, è straordinario per talento e approccio alla professione. Come Buffon? Ha esordito giovanissimo solo per l’Italia, perché in qualche altro paese non sarebbe stato così. Cech e Courtois a 16-17 anni già giocavano ad alti livelli“.