Punti di forza. Potremmo dire centoventiquattromilioni di euro per il mercato, un budget che presso le latitudini italiche non si vedeva da anni. Oppure potremmo citare un allenatore come Rafa Benitez, maestro indiscusso nel rastrellare trofei partendo da underdog (vedi Valencia, Liverpool, Chelsea). Ma in entrambi i casi, indirettamente, finiremmo per nominare Aurelio De Laurentiis (foto by InfoPhoto), abilissimo – anche se non necessariamente simpatico – burattinaio di un club che sta diventando grande sul serio. Vende a peso d’oro i suoi giocatori migliori, reinveste l’incasso per comprarne altri ancora più forti: così si fa.

Punti deboli. Anche se necessarie e gestite nel migliore dei modi, le rivoluzioni presentano sempre un conto da pagare. La squadra è stata e verrà ulteriormente ritoccata in maniera piuttosto evidente e dovrà imparare a giocare in un modo diverso da quello a cui era abituata. E, per quanto sia forte Higuain o chi per lui, non è detto che l’erede di Cavani sia in grado di metterne trenta all’anno a partire dalla prima stagione.

Che cosa serve. Un centravanti, ovviamente, ma non c’è alcun dubbio che arriverà e sarà pure di primissimo livello. L’acquisto di Albiol eleva il livello medio di una difesa che si è dimostrata solida più per l’organizzazione impartitagli da Mazzarri che per gli effettivi valori individuali, che restano appena discreti (a voler essere generosi). Benitez non è certo meno capace del suo predecessore nella preparazione di bunker imperforabili, ma fossimo in lui chiederemmo al nostro munifico presidente un altro sforzo.