Per un Philippe Mexes che va, un Alessio Romagnoli che viene: sarà questo, con ogni probabilità, il tema dei prossimi giorni di calciomercato Milan. Il difensore francese, infatti, dopo essere stato tenuto in sospeso per diverse settimane, si è visto recapitare un avviso di sfratto dal suo armadietto di Milanello: nonostante l’apprezzamento di Silvio Berlusconi, Sinisa Mihajlovic ha consigliato di non rinnovargli il contratto, considerate le 33 primavere del nativo di Tolosa e il rendimento a dir poco altalenante nei suoi quattro anni di Milan. Dopo la cessione di Adil Rami e i mancati rinnovi a Bonera e Mexes, la batteria di centrali a disposizione del serbo si riduce a soli quattro elementi: Alex, Paletta, Zapata e Rodrigo Ely, più l’inestirpabile Zaccardo. E’ chiaro che, considerando la fragilità del brasiliano maggiore (Alex), l’inesperienza di quello minore (Ely) e le lune di Zapata, il Milan ha più che mai bisogno di un ulteriore innesto nel reparto. L’identikit è tracciato da tempo: giovane, forte e preferibilmente mancino. Alessio Romagnoli, perlappunto.

Adriano Galliani è già partito all’assalto dell’ex blucerchiato, tornato ora alla casa madre giallorossa, ma Sabatini ha rispedito al mittente l’offerta di 15 milioni più 3 di bonus presentatagli dalla gialla cravatta, replicando con l’esagerata pretesa di 30 milioni. Messa così, la situazione sembrerebbe ben delineata, dal momento che il Milan non può e non vuole spendere 30 milioni di euro per un difensore – lo ha fatto una sola volta nella sua storia, nell’agosto del 2002, e quel difensore si chiamava Alessandro Nesta (a cui, guarda caso, viene accostato Romagnoli per classe e impostazione). Tutto finito? Neanche per sogno. Dietro la sparata del ds romanista si nasconde il particolare stato dell’arte del mercato giallorosso, ancora praticamente congelato, ad eccezione del riscatto di Nainggolan e di Iago Falque. E’ evidente che una cessione, in questo preciso momento, non sarebbe accolta nei migliore dei modi da una tifoseria innervosita dalla passività del club (soprattutto rispetto all’iperbolico mercato delle società del nord). Ma è altrettanto vero che i soldi ricavati da Romagnoli – che non è considerato titolare da Garcia – potrebbero essere immediatamente riciclati nell’acquisto di Edin Dzeko, il grande nome che serve sia dal punto di vista tecnico che simbolico. Inoltre, va detto che i rapporti tra il difensore classe ’95 e il club giallorosso non sono idilliaci, e lui stesso avrebbe già comunicato alla dirigenza che gradirebbe raggiungere Mihajlovic al Milan.

Insomma, la situazione è più che mai aperta. La sensazione è che la rinnovata ricchezza rossonera finirà, come è già successo in questo mercato, per rappresentare la carta vincente. E a 21-22 milioni di euro, con maxi-plusvalenza a favore dei giallorossi, si può davvero chiudere.