E’ stata la telenovela Biabiany-Bonaventura a tener banco nella giornata conclusiva del calciomercato milanista. In mattinata si era sparsa la notizia dell’accordo con il Parma sulla base dello scambio di cartellini del francese e di Cristian Zaccardo, più conguaglio di 4 milioni a favore dei ducali. Le visite mediche e il tweet del club, raffigurante un Biabiany ghignante e felice con la sciarpa rossonera al collo, sembravano aver chiuso definitivamente la questione. E invece, attorno all’ora di cena, il clamoroso dietrofront: Zaccardo rifiuta il ritorno al Parma, presumibilmente perché “a Milano si vive troppo bene” (e perché il Milan non voleva riconoscergli una buonuscita), mandando all’aria lo scambio e guadagnandosi il premio di Trollata dell’Estate.

A quel punto, a poco più di tre ore dalla deadline, è stato bravo Adriano Galliani a trovare subito un’alternativa percorribile, quella che portava a Giacomo Bonaventura. L’atalantino, promesso sposo prima all’Inter e poi al Verona, è passato invece al Milan per una cifra di 5 milioni di euro più due di bonus, firmando un contratto fino al 2019 e facendo contenti i tifosi, che nel pomeriggio si erano fiondati (con qualche ragione) contro la società per la cessione di Bryan Cristante al Benfica. Dulcis in fundo, sono state poste le basi per il passaggio in rossonero di Jesus Fernandez Saez, meglio noto come Suso, centrocampista offensivo classe ’93 in scadenza a giugno con il Liverpool: il giocatore potrebbe arrivare già a gennaio.

L’acquisto più importante della campagna-acquisti è sicuramente quello di Fernando Torres: dalla voglia di riscatto dello spagnolo passa buona parte della stagione rossonera, visto che si tratta dell’unico giocatore presente in rosa a poter vantare perlomeno un passato da fuoriclasse. Nell’immediato, tuttavia, altrettanto importanti sono gli inserimenti di due veterani come Alex e Diego Lopez, che almeno per un paio di stagioni dovrebbero restituire alla retroguardia rossonera un po’ dell’antica solidità. Menez e Bonaventura costituiscono due buoni innesti sugli esterni d’attacco, ruolo cardinale nello scacchiere di Inzaghi; Van Ginkel è tutto da scoprire, mentre Armero non sembra un grande upgrade rispetto a Constant.

Turandosi il naso e facendo finta di dimenticarsi di alcune cose – il decantato progetto-giovani (tre dei quattro acquisti principali hanno 30 o più anni), il fantomatico entusiasmo ritrovato del presidente (forse per le pietanze servite durante i mitici summit di Arcore), il giocatore “fortissimo” che avrebbe dovuto sostituire Kakà (era Iturbe, peccato che per comprarlo ci volessero soldi veri), tanto per fare qualche esempio – si può dire che, in fin dei conti, la squadra è migliorata rispetto alla passata stagione. Cosa che, visti i diktat silenziosi (cordoni della borsa chiusi a tenaglia, sbarazzarsi dei contratti onerosi, far cassa in qualunque modo), era nient’affatto scontata. La difesa è il reparto che più è stato rinforzato, anche se solo a breve termine; in attacco si è cambiato quasi tutto e probabilmente per il meglio; invece a centrocampo, il vero punto debole della squadra, si è fatto troppo poco, anzi praticamente nulla. In generale, è facile che il Milan di Pippo Inzaghi – l’unico, possibile valore aggiunto – faccia meglio della sua ultima disastrata versione e tornare in Europa, seppur dalla porta di servizio, sembra un obiettivo assolutamente alla portata. Il problema vero è che, De Sciglio ed El Shaarawy a parte, c’è davvero poco futuro all’orizzonte, tra giocatori vecchiotti e prestiti vari, e le probabilità che l’anno prossimo si debba rifare tutto daccapo, sempre improvvisando e mai programmando, sono piuttosto concrete. Ma domani è un altro giorno, figuriamoci tra un anno.

Acquisti: Agazzi (p, Chievo Verona), Alex (d, PSG), Menez (a, PSG), Rami (d, Valencia), Poli (c, Sampdoria), Albertazzi (d, Verona), Armero (d, Napoli), Diego Lopez (p, Real Madrid), Niang (a, Montpellier), Fernando Torres (a, Chelsea), Van Ginkel (c, Chelsea), Bonaventura (a, Atalanta)

Cessioni: Amelia (p, fine contratto), Nocerino (c, Torino), Coppola (p, Bologna), Birsa (c, Chievo), Matri (a, Genoa), Emanuelson (c, fine contratto), Petagna (a, Latina), Kakà (c, San Paolo), Constant (d, Trabzonspor), Taarabt (a, QPR), Robinho (a, Santos), Didac Vilà (d, Eibar), Balotelli (a, Liverpool), Cristante (c, Benfica), Gabriel (p, Carpi)

Rosa: Abbiati, Agazzi, Diego Lopez (portieri); Abate, Albertazzi, Alex, Armero, Bonera, De Sciglio, Mexes, Rami, Zapata, Zaccardo (difensori); De Jong, Essien, Montolivo, Muntari, Poli, Saponara, Van Ginkel (centrocampisti); El Shaarawy, Honda, Mastour, Menez, Niang, Pazzini, Torres (attaccanti)

Probabile formazione (4-3-3): Diego Lopez; Abate, Rami, Alex, De Sciglio; Poli, De Jong, Muntari; Menez, Torres, El Shaarawy