Contro le certezze della stampa inglese, contro una storia che lo vuole muoversi sempre in direzione del miglior offerente, contro il destino manifesto di una società alla deriva, e dunque anche contro il buonsenso, il calciomercato Milan torna a riaccendersi del sogno chiamato Zlatan Ibrahimovic. Lo riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, secondo la quale i contatti tra Mino Raiola e i vertici rossoneri sono continui e proficui, e proseguono con il benestare silenzioso, ma tutt’altro che disinteressato, della cordata cinese, quel misterioso regno orientale pronto a salvare l’impero milanista ormai in rovina come avrebbe dovuto fare il mitologico Prete Gianni con la cristianità.

Per la rosea, il nome di Ibrahimovic – ammesso che uno così abbia bisogno di sponsor – sarebbe stato caldeggiato in primo luogo dal presidente Berlusconi, che vedrebbe nello svedese il testimonial perfetto per espandere il brand Silvio nelle terre d’Oriente. Da parte sua, l’eroe dell’ultimo Milan vincente sarebbe disposto ad accontentarsi di un salario ecosostenibile, diciamo attorno ai 6 milioni di euro, contando sul fatto che gli amici dalla Cina gli garantirebbero qualche immenso contratto di sponsorizzazione, di quelli che certamente non ti fanno povero. E il suo amore per la maglia rossonera e per la città di Milano, condiviso quest’ultimo anche da lady Helena, non è un mistero.

In realtà, le speculazioni si fondano principalmente su una domanda irrisolta: perché Ibra non ha ancora fatto luce sul proprio futuro? Ha ammesso di aver già deciso in quale squadra giocherà, eppure non ha ancora fatto nomi. Tutti gli indizi portano al Manchester United, club che non avrebbe problemi ad accontentarlo da ogni punto di vista – economico, sportivo, d’immagine – e che, tanto per volersi rovinare, è pure disposto a regalargli l’amato Mourinho come allenatore. Ma l’annuncio tarda ad arrivare, per qualche motivo insondabile. Ed è soprattutto su questo, sulla presunta titubanza di Ibra, che al momento giacciono le speranze del Milan di riabbracciare il suo ultimo totem.