#BelottiMilan. L’hashtag che spopola sul web. Un pensiero fisso, ricorrente per il club rossonero. E proprio per trattare il Gallo più famoso d’Italia il ds Mirabelli ha avuto un incontro a quattrocchi col collega del Torino Petrachi.

Una passione da riaccendere

Un primo colloquio per gettare le basi di una trattativa che si prospetta complicata. Spaventa la clausola rescissoria da 100 milioni, destinata esclusivamente alle società straniere. Cifra monstre, che il Milan non se la sente di offrire per un solo giocatore. Ecco che la volontà del ragazzo potrebbe quindi essere lo snodo cruciale della trattativa. “Non credo che una squadra italiana possa prendere Belotti - ha commentato Petrachi confermando il sondaggio del Milan - e lui vuole restare da noi. La sua posizione cambierà solo se dovesse arrivare un top club che punta allo Scudetto o alla Champions”. Per conquistare Belotti serviranno, insomma, oltre a una lauta offerta un progetto tecnico all’altezza. Il suo cuore batteva da ragazzino per il Milan: da piccolo custodiva gelosamente nella cameretta la maglia di Shevchenko e faceva foto con Paolo Maldini o Pippo Inzaghi.

Maxi-scambio in vista

Nell’incontro non si è solo discusso del numero 9 granata. All’ordine del giorno anche le contropartite tecniche. Giocatori con cui Mihajlovic ha avuto occasione di lavorare alla corte del ‘Diavolo’. Un nome caldo Niang, che il Watford potrebbe decidere di non riscattare. Ma anche Kucka e Poli sono giocatori venuti fuori nel faccia a faccia. Centrocampisti graditi al tecnico serbo. Dal canto suo il Milan ha dato segnali di interesse per Zappacosta e Baselli. Se inclusi in un’unica operazione si andrebbero abbattere i costi singoli. Basse, a ogni modo, le probabilità di riuscita. Eppure la trattativa che conduce a Belotti infiamma già la piazza rossonera. Giovane, italiano e di talento. È l’identikit perfetto che accontenterebbe i tifosi, dopo l’ennesima annata avara di soddisfazioni.