Il mercato più fermo di tutti è quello del Milan, e per ovvie ragioni: la convalescenza del presidente Silvio Berlusconi e dunque la sua salute ha in questo momento la priorità su tutto e su tutti. Tuttavia con la stagione che inizierà ufficialmente a Milanello il 7 luglio (data del raduno della rosa per l’inizio della preparazione) non si può neppure pensare di rimaner fermi a guardare, perciò una volta ripresosi Berlusconi, il primo step sarà quello che vedrà coinvolta o meno la cordata cinese per l’acquisto del 70% del club rossonero.

Ci sarà da capire, come mossa immediatamente successiva, quale sarà il futuro della panchina del Milan per poi dare il là alle operazioni di mercato, sia in entrata che in uscita. Proprio in base all’ingresso in società dei cinesi è legato il destino di Marco Giampaolo, il nome proposto dall’advisor Galatioto per guidare il Milan nella prossima stagione. In questo senso la prospettiva sembra già confermata dall’incontro tra Galliani e il braccio destro di Galatioto Nikolas Gancikoff, d’accordo sulla virata sull’allenatore dell’Empoli.

Attenzione però anche alla convinzione di Berlusconi nel voler confermare il suo pupillo Christian Brocchi anche per il prossimo anno, una voce che diventerebbe ancor più autoritaria se l’affare con i cinesi non dovesse andare in porto. E nel frattempo si stanno formulando ipotesi anche su allenatori stranieri in alternativa alle scelte italiane. Scartate le opzioni Pellegrini (che costa troppo) e Garcia, i quali piacciono poco in generale, si sarebbero avanzati quelli di De Boer, Van Gaal e André Villas Boas.

Il tecnico dell’Ajax ha un contratto che lo lega ai Lancieri fino al 2017 ma il fatto di aver perso lo scudetto (vinto dai rivalissimi del PSV Eindhoven) all’ultima giornata ha creato dei malumori in società. L’altro olandese, Van Gaal, in uscita dal Manchester United in favore di Mourinho è in cerca di sistemazione e un’avventura italiana rappresenterebbe una gran bella sfida per la sua carriera. Villas-Boas invece è in scadenza di contratto con lo Zenit San Pietroburgo e il club russo, dopo una stagione culminata al 3° posto, non ha nessuna intenzione di rinnovarglielo, ma le sue richieste sono troppo esose per le casse del Milan.