Come da qualche anno a questa parte, immancabilmente come una costante matematica con la riapertura del calciomercato estivo, torna il tormentone Zlatan Ibrahimovic. Certo che se poi – sempre per quello che possa valere – il rinnovo contrattuale viene riproposto ogni volta con la durata di 12 mesi, Ibra è e sarà, finché il fisico lo assiste, un protagonista assoluto del mercato. Specie se poi riesce ancora a essere un giocatore da 30 e passa gol a stagione (senza contare le coppe).

E se il fuoriclasse svedese torna sul mercato, o almeno così potrebbe sembrare, al di là della non sottovalutabile ipotesi di proposta di ulteriore rinnovo da parte degli sceicchi del Psg di un raddoppio d’ingaggio, c’è sempre qualche club affacciato alla finestra a studiare la situazione. Voci, naturalmente. Come voci sono l’eventuale sostituzione di Ibra nelle fila del club parigino con Cristiano Ronaldo. Intanto il caro vecchio Milan potrebbe tornare alla carica se il piano di ricapitalizzazione cinese della società dovesse andare a buon fine.

L’occasione sarebbe sicuramente ghiotta, prendere Ibrahimovic a parametro zero. Tanto che anche l’Inter ci avevano fatto un pensierino, ma quello che desta non poche preoccupazioni nell’affaire Ibrahimovic, come sempre, è l’ingaggio. Al Psg la stella ex Milan, Inter e Juventus percepisce non meno di 12 milioni di euro netti a stagione. Secondo il suo procuratore Mino Raiola sarebbe anche felice di diminuirsi lo stipendio pur di tornare a Milano. Ma tutto sta nell’intendersi sul significato del termine “diminuire”, poiché difficilmente Ibra vorrà vedersi sottrarre più di 2 massimo 3 milioni. E 9 milioni sono davvero tanti soldi, anche a volerli spalmare su più annualità.

Poi ci sarebbe da considerare appunto la concorrenza, di club o situazioni economico-finanziarie più facoltose. Come ad esempio il Manchetser United, o le franchigie statunitensi dell’MLS (meta verso la quale lo stesso Ibrahimovic in diverse interviste ha fatto capire di voler prima o poi raggiungere). Oppure la Cina, altro paradiso finanziario dalle potenzialità incredibilmente elevate. Insomma, ancora una volta, un’operazione complessa e una bella montagna da scalare per le possibilità di Berlusconi e per i sogni dei tifosi rossoneri.