Anche nel nuovo anno, sebbene ancora lontano dai campi per via della pubalgia che lo ha costretto a un prolungato stop dall’ormai lontano 4 ottobre scorso, Mario Balotelli riesce a far parlare di sé. Il ritorno al calcio giocato è previsto a breve termine ma la situazione risulta abbastanza strana e la pubalgia è quel tipo d’infortunio che per incertezza nei tempi e nei modi di recupero (vedi Kakà) non dà nessuna garanzia per il futuro più immediato tantoché Mihajlovic ormai da parecchio è entrato nell’ordine d’idee di far a meno di SuperMario.

Questa però, a rigor di logica, avrebbe dovuto essere la stagione decisiva per Balotelli, quella del rilancio definitivo dopo l’annata flop al Liverpool e la sua permanenza al Milan molto dipenderà dal rendimento del giocatore ex Inter e Manchester City nella seconda parte della stagione. Altrimenti, come afferma a chiare lettere il suo procuratore Mino Raiola, la strada del ritorno verso Anfield Road è praticamente certa: “Un ritorno di Balotelli al Liverpool è possibile, questo dice il contratto. È un giocatore dei Reds e a giugno dovrebbe fare ritorno in Inghilterra“.

Solo che questa volta ad attenderlo a Liverpool non ci sarà Brendan Rodgers, l’allenatore che lo ha praticamente cacciato di squadra durante la scorsa estate, bensì un certo Jürgen Klopp, ovvero uno che che con i “cavalli indomabili” ha sempre dimostrato di trovarsi a meraviglia, essendo egli stesso una sorta di “crazy horse” del calcio. E, a questo proposito, è ancora Raiola a parlare: “Non so se Klopp preveda Mario nel suo progetto, non ne abbiamo ancora parlato. È presto, ma se Balotelli fa quello che deve fare a Liverpool potrebbero cambiare la loro opinione nei suoi riguardi“.

Raiola dà tacitamente per scontato dunque il ritorno in Premier League del suo assistito, prevedendo ancora una volta l’ennesima possibilità di un rilancio per un giocatore che nonostante il suo inestimabile talento (dissipato) sembrerebbe già incamminato sul viale del tramonto: “Con Rodgers non aveva spazio per crescere e siamo stati costretti ad andarcene – conclude Raiola. Le qualità di Mario non si discutono, ma è importante avere un allenatore che creda in te e ti dia la possibilità di mostrare il tuo valore. Quando sarà il momento, parleremo di questo con Klopp“.