Due attacchi, neanche troppo velati. Tenetevi forte, ha parlato Mino Raiola. Quando lo fa, come l’ha fatto in questa settimana, c’è da temere il peggio. Il ricco e vulcanico procuratore italo-olandese, che nella sua scuderia ha gente del calibro di Pogba e Ibrahimovic, qualche giorno fa ha messo in dubbio il futuro di un altro suo assistito, Mario Balotelli, al Milan: “Solo lui può sopportare un tale bombardamento mediatico. Può lasciare l’Italia per questa ragione? Sicuramente l’Italia non sarà la fine della sua carriera, ma abbiamo altri quattro anni col Milan e non pensiamo di voler lasciare l’Italia per questa ragione“. Raiola ce l’ha con la stampa, colpevole di parlare troppo e male di SuperMario, ma tra le righe c’è un rimprovero bello e buono anche al Milan, che non protegge Balotelli come dovrebbe.

Galliani si è limitato a commentare con un laconico: “Raiola è un furbacchione“, il diretto interessato oggi è tornato alla carica, ai microfoni della televisione ufficiale del club, direttamente da Milanello: Per Balotelli non è previsto nessun tutor, la pressione su di lui è incredibile, forse ho sbagliato a riportarlo in Italia“. Il Milan nella sua storia ha avuto a che fare con calciatori estrosi di ogni tipo, l‘affaire Balotelli è però più complicato del previsto. Difficile da gestire sul campo, lo è ancor di più lontano dal terreno di gioco, in un’era dove tutto è ingigantito dai socialnetwork. Il suo contratto scade nel 2017 e al momento non c’è nessuna ipotesi concreta di addio, ma si è accesa una pericolosa spia rossa, che vale la pena non sottovalutare.