Un altro anno se ne va e così anche l’ennesima stagione all’insegna delle grandi delusioni, dopo un decennio esatto dal debutto da professionista per Mario Balotelli, una delle più grandi promesse irriguardosamente non mantenute del calcio italiano. Un talento incredibile, come non ne nascono quasi mai, irrimediabilmente (e vergognosamente sprecato). Uno che avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere un fenomeno a tutti gli effetti, incartatosi però su una psicologia contorta, contagiata da una sorta di sindrome infantilistica.

Aveva 15 anni e 8 mesi quando Mario giocò quel Lumezzane-Padova il 2 aprile 2006 in cui tutti rimasero sorpresi da quel portento nero in mezzo al campo. Poi solo grandi club. E grandi chance. Ma niente se non lampi di autentico genio e tanta sregolatezza per un ragazzo che ha sempre visto e vissuto il calcio in maniera – ahinoi – poco gioiosa. Un anniversario un po’ così per lui.

E quest’anno ci si è messa pure la sfortuna con i guai fisici a mettere i bastoni tra le ruote di SuperMario, così che a giugno, alla scadenza del prestito, il Milan lo restituirà senza indugio alcuno al Liverpool che a sua volta dovrà cercare un nuovo club al quale sbolognarlo poiché da Anfield Road hanno già fatto sapere che di Balotelli non sanno che farsene, anche se sarebbe davvero interessante vederlo alle prese con un tipo come Jürgen Klopp.

Invece pare proprio che per Balo sia la Cina la destinazione più vicina e la prospettiva di giocare a quelle latitudini sembrerebbe l’unica opportunità rimasta a un giocatore che ha bruciato le tappe, ma anche il suo futuro. Secondo il Daily Express infatti, il suo procuratore Mino Raiola avrebbe rivelato al quotidiano britannico una proposta avanzata dallo Jiangsu Suning (il club che si è già accaparrato Ramires, Alex Teixeira e Jô) che ha del faraonico. Si parla infatti di 15 milioni di euro a stagione per l’ex azzurro.