Silvio Berlusconi aveva lanciato la parola d’ordine: il calciomercato Milan della prossima estate sarà all’insegna del made in Italy. E così sarà, in attesa che magari intervengano gli stramaledetti investitori in grado di riportare rapidamente il club ai livelli che la sua storia pretende. Come riporta l’edizione odierna della Gazzetta dello Sport, Adriano Galliani avrebbe raggiunto l’accordo con l’amicone Enrico Preziosi per la metà genoana del cartellino di Andrea Bertolacci, 24 anni, una delle migliori mezzali italiane in circolazione. Si parla di un esborso di 5-6 milioni di euro per il centrocampista romano, valutato dunque tra i 10 e i 12 milioni. L’intesa con il giocatore non c’è ancora, ma non rappresenta un problema, nel dal punto di vista della volontà né da quello dell’ingaggio, visto che Bertolacci guadagna 600mila euro all’anno e al Milan ne andrebbe a prendere almeno il doppio.

Il vero ostacolo alla trattativa si chiama Roma, la società nella quale Bertolacci è cresciuto e che detiene ancora il 50% del suo cartellino. Beninteso, i rapporti tra rossoneri e giallorossi sono ottimi, come testimonia l’affare-Destro, ma il problema è che sia Sabatini che Rudi Garcia vorrebbero riportare a casa il figliol prodigo, che si integrerebbe alla perfezione nel gioco del tecnico francese: non sarà facile ottenere il loro benestare, e di certo non faranno sconti sulla loro metà della refurtiva. Va detto che Bertolacci, a differenza di molti suoi concittadini, non sembra così sensibile al richiamo della foresta romana: solo qualche giorno fa ha ripetuto che rifarebbe “tutta la vita” la scelta di lasciare la capitale. Dunque, è da escludere che si possa far leva sull’attaccamento del giocatore ai colori giallorossi. Con ogni probabilità, sarà semplicemente una questione tecnica: sceglierà di giocare nella squadra che gli darà garanzie di titolarità, anche perché è entrato nel giro della nazionale e la prossima estate ci sono gli Europei. Ed è per questo che il Milan, che ha un intero centrocampo da ricostruire, pare goda del favore di Bertolacci, che a Roma si troverebbe davanti una concorrenza sicuramente più agguerrita.

La sua duttilità, peraltro, lo rende un acquisto azzeccato anche in contumacia del nuovo allenatore (che certamente non sarà Inzaghi). Bertolacci può giocare indifferentemente come mezzala in un centrocampo a tre e come centrale in un centrocampo a quattro, ruolo in cui Gasperini lo ha impiegato quasi sempre in questa stagione, e le sue caratteristiche tecniche e mentali lo rendono adattabile a qualunque filosofia di gioco. Non è un giocatore che da solo può cambiare il volto di una squadra che ha toccato il fondo, questo è chiaro, ma ha tutti i numeri giusti per diventare parte di quello zoccolo duro italiano che è da sempre una condizione quasi irrinunciabile nella costruzione di squadre vincenti, e che in ogni caso Silvio Berlusconi ha richiesto a gran voce.