Siamo a metà gennaio e il calciomercato del Milan, al momento, è fermo alla cessione di Pato e all’acquisto del baby Saponara, che tuttavia arriverà solo a giugno. Adriano Galliani ribadisce che “se non parte nessuno, non arriva nessuno”, e tuttavia fino a questo momento si è opposto alle cessioni di Boateng (e possiamo capirlo) e Abate (e qui, francamente, è incomprensibile, vista anche la plusvalenza che si otterrebbe dalla ricca dismissione di un prodotto del vivaio). Risultato? Immobilismo.

Secondo Zvnomir Boban, il Milan avrebbe bisogno di due difensori, tre centrocampisti e un paio di attaccanti: un restyling necessario, certo, nel migliore dei mondi possibili, ma oggettivamente irrealistico in questa fase storica. Tuttavia, almeno un paio di ingressi sembrano indispensabili anche solo per la lotta a un posto in Europa League (lasciamo perdere il terzo posto e l’impensabile qualificazione ai quarti di Champions League). Quello di un centrocampista centrale, senza dubbio, visto che De Jong si rivedrà a settembre, Muntari stenta a rimettersi in pista e il 36enne Ambrosini non può certo farsi carico dell’intera incombenza. Di un difensore, ovviamente, dal momento che il leader della difesa, Mexes, è altresì vittima di frequenti scompensi nervosi che lo conducono a nefandezze come quella di ieri a Marassi. Ma anche un attaccante sarebbe gradito. Dal punto di vista numerico, ha ragione Galliani: cinque attaccanti per tre posti, con altri due giocatori – Emanuelson e Boateng – in grado di giocare nel tridente, sono certamente sufficienti.

Eppure, dando un occhio a un altro genere di numeri – i gol segnati – risulta evidente come la coperta sia ancora tremendamente corta. Il 18enne Niang, il migliore ieri contro la Sampdoria, ha finora segnato un gol in Coppa Italia. Bojan è a quota 3, ma solo uno importante ai fini del risultato. Robinho ne ha segnati due. Boateng uno. Emanuelson uno. Pazzini 8 (3 su rigore), ma molti inutili (contro Chievo, Fiorentina, Roma, Torino). In soldoni: o segna El Shaarawy (foto by InfoPhoto) o è notte fonda. E se il Faraone, come sembra, attraversa un periodo di fisiologico appannamento, che fine potrà mai fare questo Milan minore?